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Usa: da rapporto su 11/9 saltano fuori 28 pagine su ruolo sauditi

05 febbraio 2015 | 15.14
LETTURA: 3 minuti

Membri del Congresso e familiari delle vittime dell'11 settembre chiedono ad Obama di togliere il 'top secret' imposto al dossier da Bush nel 2002, dopo le rivelazioni fatte a Zacarias Moussaoui sul sostegno dato da diplomatici sauditi ai terroristi

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(Foto Infophoto)

A 13 anni dagli attacchi dell'11 settembre, si ritorna a parlare delle 28 pagine, ancora secretate, del rapporto dell'inchiesta del Congresso in cui si evidenzia un importante sostegno finanziario che sarebbe arrivato dai terroristi dai sauditi. La vicenda del 'dossier saudita' è tornata alla ribalta a seguito della diffusione della testimonianza rilasciata da Zacarias Moussaoui, dal carcere del Colorado dove sta scontando l'ergastolo per il suo ruolo negli attacchi, in cui ammette di aver ricevuto finanziamenti dai sauditi e persino discusso con un diplomatico di Riad di un attacco contro l'Air Force One.

Riad ha immediatamente smentito queste affermazioni, affermando che Moussaoui è un condannato all'ergastolo che non ha nulla da perdere nel raccontare bugie. Ma dopo queste nuove rivelazioni membri del Congresso e familiari delle vittime dell'11 settembre sono tornati a chiedere la pubblicazione di queste 28 pagine.

"Credo che sia la cosa giusta da fare, rendiamole pubbliche", ha dichiarato Stephen Lynch, deputato democratico che ha firmato una risoluzione con cui si chiede al presidente Obama di desecretare questi documenti. La Casa Bianca, da parte sua, ha fatto sapere che è in corso una revisione per decidere se pubblicare o meno queste pagine, ma non ha aggiunto nulla riguardo ai tempi di questa decisione.

Lynch, che è sostenuto da Bob Graham, che era presidente della commissione intelligence del Senato ai tempi dell'inchiesta, che chiede la pubblicazione del parte 4 del rapporto, quella appunto dedicata all'Arabia Saudita, sin da quando George Bush ne ordinò di secretarla al momento della diffusione del rapporto nel 2002.A chiedere a gran voce da tempo la pubblicazione del 'dossier saudita' sono i familiari delle vittime dell'11 settembre che hanno intentato una causa contro l'Arabi Saudita, e che considerano queste pagine essenziali per dimostrare il ruolo svolto da questo alleato cruciale di Washington nella preparazione degli attacchi.

Tra questi William Doyle, che perse il padre nel crollo delle Torri Gemelle, che afferma che il presidente Obama gli ha assicurato personalmente che, dopo l'uccisione di Obama bin Laden, avrebbe declassificato il dossier. Bisognerà quindi vedere, sottolineano gli osservatori di Washington, se Obama veramente, a differenza di Bush, non avrà paura di alienarsi un importante alleato militare ed economico, soprattutto in questo momento con cui Riad gioca un ruolo importante nella coalizione contro lo Stato Islamico.

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