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Usa: scandalo Secret Service, intruso arrivò fino interno Casa Bianca

30 settembre 2014 | 13.31
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L'uomo che nelle scorse settimane è riuscito a superare, indisturbato, la cancellata della Casa Bianca, non solo è arrivato fino al portico d'ingresso della residenza del presidente Usa, ma è entrato nell'edificio correndo tra le diverse sale fino a quando è stato, finalmente fermato nell'East Room. Arrivano nuove, sempre più imbarazzanti, rivelazioni sul clamoroso flop del sistema di sicurezza della Casa Bianca che ormai sta creando un vero e proprio scandalo destinato a travolgere il Secret Service, il corpo preposto alla protezione di Barack Obama.

Secondo tre agenti in servizio il 20 settembre scorso, Omar Gonzales, l'uomo protagonista dell'intrusione, è riuscito ad entrare perché era stato scollegato uno degli allarmi posti nei pressi dell'ingresso principale dell'edificio, che avrebbe dovuto segnalare agli agenti all'interno l'intrusione. Secondo le fonti del Secret Service sentite dal Washington Post, l'allarme era stato scollegato dietro richiesta dell'ufficio del cerimoniale.

Per questo gli agenti - che avrebbero dovuto bloccare tutte le porte una volta scattato l'allarme - sono intervenuti in ritardo e Gonzales, che era armato di coltello, ha messo fuori gioco il primo agente incontrato, mettendosi a correre per il primo piano della Casa Bianca, fino ad arrivare all'East Room, un vasto salone usato per ricevimenti ufficiali, dove finalmente è stato messo a terra da un agente. Una versione dei fatti che contrasta con quella diffusa dal Secret Service che subito dopo l'incidente aveva detto che l'uomo era stato fermato all'ingresso.

ufficio cerimoniale ha fatto scollegare allarme perché fastidioso

Le nuove rivelazioni del Washington Post, che nel weekend ha scritto che nel novembre del 2011 ci vollero quattro giorni prima che il Secret Service si rendesse conto che erano stati esplosi sette proiettili contro la Casa Bianca, sono destinate a far crescere le critiche e le polemiche nei confronti del corpo preposto alla tutela del presidente americano. Critiche che oggi verranno sicuramente espresse durante l'audizione della commissione controllo dell'attività del governo della Camera del capo del Secret Service, Julia Pierson.

Il presidente della commissione, il repubblicano Jason Chaffetz, ha infatti già definito molto preoccupante il fatto che l'allarme fosse stato disattivato, pare perché - stando a quanto rivelato a Chaffetz da un fonte interna al Secret Service - gli addetti dell'ufficio cerimoniale si lamentavano del fatto che gli allarmi scattassero troppo di frequente e senza una ragione. Se confermato, ha aggiunto, questo sarebbe un grave errore da parte della "leadership del Service" che avrebbe messo a repentaglio "gli uomini e le donne che si proteggono il presidente per soddisfare i superficiali bisogni dell'ufficio del cerimoniale".

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