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Vaccarino: "Il Jobs Act non penalizzi le piccole imprese", in Emilia l'assemblea nazionale della Cna

29 novembre 2014 | 11.24
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Artigiani e imprenditori a confronto a Mirandola. Il presidente: "Basta con la burocrazia asfissiante, il governo cambi verso con amministrazione pubblica efficiente, altamente informatizzata e digitalizzata". Attesi il ministro del Lavoro Poletti, quello dell'Ambiente Galletti e un videomessaggio del premier Renzi. Gli imprenditori: "Lo slittamento delle tasse è assolutamente prioritario"

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"Condividiamo i punti salienti della riforma" del lavoro "volti a modernizzare e semplificare il mercato", anche se "bisogna scongiurare il rischio che si introducano nelle imprese con meno di quindici dipendenti oneri nuovi e difficilmente sostenibili. Speriamo in rassicurazioni in tal senso" da parte del governo. E' quanto detto dal presidente della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa, Daniele Vaccarino, di fronte ad una platea di oltre mille tra imprenditori e artigiani all'Assemblea nazionale della Cna a Mirandola nel modenese dove sono attesi anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, quello dell'Ambiente Gian Luca Galletti e un videomessaggio del premier Renzi.

Per l'appuntamento annuale è stato scelto un capannone, quello dello stabilimento metalmeccanico PTL, ricostruito in tempi di record, dopo il terremoto nel cuore dell'Emilia Romagna. "Questo luogo narra una storia - dice Vaccarino - che vorremmo fosse metafora dell'intero Paese. Un Paese che oggi è ferito nel corpo e nell'anima". “Abbiamo scelto un capannone come luogo simbolo nel quale riconoscersi – spiega - Gli artigiani e i piccoli imprenditori che in questi anni hanno combattuto la crisi continuano a lavorare con determinazione per produrre reddito, lavoro e ricchezza per il loro territorio e per l’Italia. I principali ostacoli da rimuovere al più presto per far ripartire la crescita li conosciamo bene: una burocrazia asfissiante, un credito oggi praticamente inesistente, una pressione fiscale da record mondiale. Chiediamo al Governo e alla politica delle risposte”.

All'esecutivo il numero uno della Cna chiede che "vengano date, finalmente, le premesse costituzionali, per un'amministrazione pubblica efficiente, altamente informatizzata e digitalizzata, capace di adeguare le sue richieste alle dimensioni delle imprese" secondo il principio del "'Prima pensa al piccolo' dal regno delle astrazioni alla realtà delle sue azioni quotidiane". Un 'cambioverso' che riguardi "oltre quattro milioni di micro e piccole imprese che contribuiscono, in modo decisivo, alla ricchezza del Paese, al suo benessere sociale".

Una premessa "fondamentale" per liberare le imprese da una burocrazia asfissiante" perché, aggiunge, per esempio, "nell'Italia che vogliamo imprese e cittadini non devono fare i conti con ottomila diversi regolamenti edilizi". Burocrazia, ma anche la lentezza della giustizia è una vera e propria "palla al piede per l'impresa" perché, dice Vaccarino, "compromette la propensione all'investimento". "Nel Paese che abbiamo - attacca - lo Stato non sempre riesce a tutelare i diritti, pone moltissime regole, a volte assurde, a volte contrarie alla ragionevolezza e allo sviluppo delle attività". Tra i patrimoni da valorizzare l'ambiente e la cultura. "La credibilità del Paese passa anche attraverso questo - spiega Vaccarino -. La cura e tutela del territorio e dei beni culturali è nutrimento vitale per la miriade di piccole imprese che operano nel settore del turismo, del restauro, della manutenzione, del commercio, dei servizi, della riqualificazione delle aree urbane e degli immobili". A tale proposito, aggiunge, "valutiamo molto positivamente la conferma delle detrazioni fiscali, concesse sugli investimenti per ristrutturazioni ed efficienza energetica. Esse hanno dimostrato tutta la loro utilità in settori, come le costruzioni e l’impiantistica, devastati dalla crisi". Altro tema dolente è il credito alle imprese. "Le banche danno sempre meno credito - lamenta il presidente della CNA - nonostante i finanziamenti della Bce e l’abbondante liquidità". Una situazione a cui è necessario porre un argine perché, "senza credito non c'è ripresa né impresa". Ma l'attenzione del governo viene posta soprattutto sulla pressione fiscale che, ormai, conclude, "ha raggiunto livelli incompatibili con lo sviluppo del Paese. La sua riduzione deve diventare una priorità assoluta dell’azione di Governo".

Stesse richieste che alla politica rivolgono gli imprenditori presenti all'Assemblea: "Chiediamo di snellire la burocrazia e le procedure per la ricostruzione".

"Nella mia azienda dopo il sisma neanche si poteva rientrare - dice Angelo Sorrentino, ditta di impianti elettrici a San Felice sul Panaro - l'ho rimessa ora in sicurezza, sto ancora aspettando di sistemarla definitivamente". "Le nostre imprese dopo il terremoto - dice Cesare Gallavotti, imprenditore del settore biomedicale e presidente di Cna Mirandola - hanno bisogno di liquidità e lo slittamento delle tasse è assolutamente prioritario perché non è possibile riuscire a riprendere il pagamento delle tasse già il 30 giugno del 2015". "Al governo chiediamo maggior dialogo - dice Marco Gasparini, presidente regionale di Federmoda -. Abbiamo ricostruito e stiamo ricostruendo, il problema è che ancora non è finita".

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