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AstraZeneca, Oms: "Benefici superiori ai rischi, vaccinare"

17 marzo 2021 | 12.37
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Dopo la sospensione del siero in Italia e in diversi Paesi europei, l'Organizzazione mondiale della Sanità invita a continuare la campagna di vaccinazione

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Fotogramma /Ipa

"In questo momento, l'Oms ritiene che i benefici del vaccino AstraZeneca", sospeso momentaneamente e in via precauzionale in Italia e in diversi Paesi europei, "siano superiori ai rischi e raccomanda che continuino le vaccinazioni" con il siero anglosvedese. E' quanto si legge in una nota dell'Organizzazione mondiale della Sanità.

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L'Organizzazione mondiale della sanità ricorda di essere "in contatto regolare con l'Ema e con le autorità regolatorie nel mondo per le ultime informazioni sulla sicurezza dei vaccini anti Covid. Il comitato consultivo dell'Oms sulla sicurezza dei vaccini sta valutando attentamente gli ultimi dati a disposizione su AstraZeneca, una volta che la revisione sarà completata, l'Oms comunicherà immediatamente i risultati". L'Organizzazione sottolinea quindi che i vaccini contro il Covid "non ridurranno le malattie o le morti per altre cause: gli eventi tromboembolici si sa che accadono con frequenza, il tromboembolismo venoso è la terza malattia cardiovascolare più comune a livello globale".

"Nelle campagne di vaccinazione estese - conclude la nota - è routine per i Paesi segnalare potenziali effetti avversi dopo l'immunizzazione. Questo non significa necessariamente che gli eventi sono legati ai vaccini, ma è comunque buona pratica indagare su questi. Dimostra anche che il sistema di sorveglianza funziona e che controlli efficaci sono in vigore".

Oms Europa: "Pochi eventi avversi su milioni di vaccinazioni"

Già nella mattinata di oggi era arrivato il tweet sul tema dell'Oms Europa. "Il numero di eventi avversi gravi identificati dopo la vaccinazione anti-Covid - si leggeva - è estremamente basso tra i milioni di persone già vaccinate. Senza alcuna indicazione finora di un collegamento con i vaccini, è importante che le campagne di immunizzazione continuino, per prevenire casi di malattia grave e morti di Covid-19", spiegava l'Organizzazione mondiale della sanità Europa dopo lo stop temporaneo e precauzionale del siero e in attesa di indicazioni che potranno arrivare dalle indagini in corso su alcuni eventi tromboembolici segnalati.

"I dati sui casi di coagulazione del sangue identificati dopo la vaccinazione anti-Covid con AstraZeneca vengono raccolti e rivisti dall'Oms e dall'agenzia europea del farmaco Ema", ribadiva Oms Europa. "Gli esperti concluderanno questa settimana se alcune o tutte queste condizioni prese in esame erano legate alla vaccinazione oppure causate da altri fattori casuali. La sicurezza dei vaccini è fondamentale e il monitoraggio è in corso per tutti" i prodotti scudo. "La vaccinazione ridurrà malattie gravi e decessi causati da Covid-19 - concludeva Oms Europa - ma non può impedire il verificarsi di altre malattie".

Leader preoccupati per forniture, videoconferenza con Michel

Il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel ha intanto incontrato stamani in videoconferenza, in vista del summit della settimana prossima, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz e i primi ministri di Lettonia (Krisjanis Karins), Bulgaria (Boyko Borissov), Repubblica Ceca (Andrej Babis), Slovenia (Janez Jansa) e Croazia (Andrej Plenkovic), tutti preoccupati per le forniture di vaccini anti Covid. Lo riferiscono fonti Ue.

I leader "hanno condiviso con Michel le loro preoccupazioni sulle possibili disparità nella distribuzione di vaccini anti Covid agli Stati membri, dopo che una compagnia (Astrazeneca, ndr) non ha rispettato gli impegni presi". Gli ambasciatori discuteranno della questione oggi in Coreper. I problemi nascono dal fatto che l'allocazione dei vaccini ordinati centralmente dalla Commissione è stata resa più flessibile, per volontà degli stessi Stati membri, rispetto alla proposta iniziale (distribuzione in base alla popolazione).

Gli Stati hanno deciso che, nel caso in cui un Paese non intenda comprare la quota di vaccini di sua spettanza, questa venga redistribuita tra gli altri Paesi, in funzione anche della situazione epidemiologica.

E' così che la Germania si è procurata 30 mln di dosi aggiuntive del vaccino Pfizer/BioNtech, come ha spiegato ripetutamente la Commissione per bocca della stessa Ursula von der Leyen, e non, come si continua a dire, operando al di fuori dell'accordo Ue. Si trattava di dosi ordinate dall'Ue e non comprate da alcuni Stati, che hanno scelto di non comprarle. E' successo, verosimilmente, che diversi Paesi, verosimilmente quelli che oggi si trovano a mal partito, hanno puntato su AstraZeneca, piuttosto che sui vaccini a m-Rna di Pfizer/BioNTech e Moderna, che hanno una tecnologia molto innovativa e che all'inizio, quando i vaccini erano ancora in via di sviluppo, erano guardati con maggiore scetticismo.

Come ha detto il presidente Emmanuel Macron a fine gennaio ad alcuni media internazionali, "quello che nessuno aveva previsto è che i vaccini che funzionano meglio erano i più complicati. Questo significa che in questa crisi diciamo che ci vuole più tempo a produrre una Twingo di una Tesla, che non avevamo mai prodotto prima".

I vaccini a m-Rna erano anche più cari, mentre quello di AstraZeneca è sensibilmente meno costoso, cosa che potrebbe avere pesato nelle scelte di acquisto degli Stati (sono i Paesi, non la Commissione, che decidono se acquistare o meno i vaccini a disposizione, e quali).

Sfortunatamente, AstraZeneca non ha rispettato gli impegni presi per contratto con la Ue, e continua a tagliare le consegne in Europa, cosa che crea non pochi problemi. E i Paesi che avevano puntato di più sui vaccini di AstraZeneca ora si trovano in difficoltà: da questo nascono le proteste (Kurz aveva parlato di un "suk" nel comitato direttivo).

Il problema è emerso da qualche settimana e ora dovrebbe essere affrontato al massimo livello politico, nel Consiglio Europeo, anche per evitare eccessive disparità tra gli Stati nelle vaccinazioni, che non gioverebbero a nessuno.

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