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Vaccino 5-11, pediatra a genitori: "No rinvio a dopo Natale"

09 dicembre 2021 | 15.24
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Italo Farnetani: "Se si attende si arriva a vaccinare proprio nel periodo più critico di malattie invernali"

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(Afp)

Non rimandare il vaccino per i bambini tra i 5 e 11 anni a dopo Natale. E' l'appello rivolto ai genitori, attraverso l'Adnkronos Salute, del pediatra Italo Farnetani, docente alla Libera Università Ludes di Malta. "Invito i genitori a fare la vaccinazione anti Covid ai propri figli prima possibile e non rimandarla a dopo le feste natalizie. E nemmeno rimandarla di qualche giorno", afferma Farnetani che si dice "contento si sia guadagnata una settimana e che si inizi a vaccinare gli under 12 il 16 dicembre, con una settimana in anticipo rispetto alla data prevista del 23", per due ragioni fondamentali di sicurezza e opportunità.

"Il primo motivo è che il vaccino, come dimostrano i milioni di dosi già iniettate in altri Paesi, dà effetti collaterali irrilevanti, nella maggioranza dei casi assenti, mentre il Covid è una malattia potenzialmente pericolosa nei bambini e più si aspetta, più persone protette ci sono e più rischiano i soggetti che non hanno ancora fatto la vaccinazione", dice Farnetani. La seconda motivazione, continua il pediatra, è che "attendendo si rischia di dover sottoporre i bambini al vaccino nel periodo con il maggior numero di malattie dell'anno che è quello che va da metà gennaio a metà marzo. In questo periodo, dopo la diminuzione delle infezioni e malattie dovute alla chiusura delle scuole per le vacanze natalizie, si ha un'impennata dei contagi".

Perciò a metà gennaio, fino a metà marzo fra i bambini da vaccinare, cioè quelli fra 5-11 anni "è previsto che ci saranno ogni giorno più di 400mila soggetti con la tosse, dei quali 50mila con la febbre, a causa della massima circolazione gli adenovirus responsabili di mal di gola. Il bimestre gennaio-febbraio è quello con la massima circolazione dell'anno di questo agente infettivo, mentre tra gennaio-marzo si ha la massima diffusione del virus respiratorio sinciziale, altamente pericoloso nei primi mesi di vita, ma che fra i 5 e gli 11 anni è responsabile di tracheobronchiti che danno tosse".

In base a questi dati, continua Farnetani, "se poco prima dell'appuntamento per la vaccinazione il bimbo presentasse qualche sintomo, prima di rimandare, consiglio di contattare il pediatra e chiedergli il suo parere. Infatti le controindicazioni alla inoculazione del vaccino sono estremamente rare ma deve essere il medico a deciderlo".

In tutti, i casi, però "consiglio di non rimandare la vaccinazione e di farla proprio nei primi giorni in cui è disponibile, meglio essere protetti già durante le vacanze natalizie, per questo consiglio di prendere l'appuntamento prima possibile non nel centro vaccinale più comodo, ma in quello in cui c'è l'appuntamento prima, anche se dovesse essere lontano dalla propria abitazione".

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