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Vaccino ai giovani, Cauda: "Immunizzare anche bimbi sotto i 12 anni"

05 maggio 2021 | 11.04
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Per l'infetticologo del Gemelli "lasciando circolare il virus tra loro si rischia endemia con sviluppo di varianti pericolose"

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(Fotogramma)

Vaccinare contro il Covid anche gli adolescenti "dai 12 ai 16 anni", non appena le autorità regolatorie internazionali avranno approvato le iniezioni-scudo per questa fascia d'età, "ma anche al di sotto dei 12 anni". E' questo l'obiettivo a cui puntare secondo Roberto Cauda, direttore dell'Unità operativa di Malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma. "Ovviamente il vaccino deve essere efficace e sicuro", ha detto intervenendo ad 'Agorà' su Rai3.

Dopo che l'Agenzia europea del farmaco Ema ha annunciato l'avvio della valutazione di estensione d'uso del vaccino anti-Covid di Pfizer/BioNTech nei 12-15enni, Cauda spiega che è giusto proteggere anche i più giovani: "Assolutamente sì", dice, precisando che "non esistono vaccinazioni che escludano delle fasce d'età. Tutte le vaccinazioni, sappiamo bene, si fanno in età pediatrica", osserva.

Inoltre "c'è questo grosso dibattito" relativo al fatto "che, se non viene vaccinata l'intera popolazione - avverte l'infettivologo - c'è il rischio che avremo una sorta di endemia nei più giovani". Una fascia di popolazione in cui "magari la malattia" Covid-19 "non si palesa, ma ci sono le infezioni", Sars-CoV-2 circola e il pericolo è che "prima o poi il virus vada incontro a mutazioni con varianti che possono rendere meno efficaci gli attuali vaccini".

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