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Vaccino Covid, a Modena avanzano le dosi: operatori chiamano i parenti

07 gennaio 2021 | 12.26
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Indagine dei Nas

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Afp
Modena, 7 gen. (AdnKronos)

I vaccini anti Covid sarebbero stati gettati a fine giornata. Dunque, alcuni operatori sanitari del centro unico di Baggiovara, a Modena, hanno chiamato i propri familiari così da non sprecare le dosi in eccesso, pur non appartenendo, questi, alle fasce aventi diritto previste nella prima fase. L’episodio sarebbe accaduto martedì scorso. Una ferma condanna è arrivata dall’Ausl di Modena che sottolinea come "quanto avvenuto non risponde ad alcuna direttiva o indicazione fornita dall'Azienda" e ha annunciato un’istruttoria sulla vicenda.

"Appena venuta a conoscenza del fatto - spiega l’azienda sanitaria -, l’Azienda Usl ha avviato un’istruttoria urgente al fine di individuare tutte le persone responsabili di tale condotta, operatori sanitari o altre figure impegnate nel coadiuvare i team vaccinali in qualità di volontari. Questo per giungere a una verifica completa dei fatti e poter procedere alle necessarie azioni, a tutela propria e di tutti coloro che ogni giorno, in questa campagna vaccinale, sono impegnate a garantire la vaccinazione nel massimo rispetto di tutte le procedure". Al fine di avere "assoluta certezza del rispetto di tutte le procedure previste", inoltre, l’Azienda Usl ha ulteriormente ribadito, "e ripeterà domani stesso a tutti i professionisti impegnati nell’attività vaccinale, l’assoluto divieto di iniziative autonome che escano da quelle previste per l’erogazione dei vaccini".

"Consapevole della gravità dell’errore commesso, e dell’impatto che ciò può generare sulla popolazione che attende il vaccino - aggiunge l’azienda sanitaria -, l’Ausl si scusa con tutti i cittadini e si impegna a garantire la massima trasparenza, così come è stato fatto fin dall’inizio, nelle procedure di somministrazione e utilizzo del vaccino".

INDAGANO I NAS - I carabinieri del Nas di Parma stanno indagando sul caso. Secondo quanto apprende l’AdnKronos, si tratta di accertamenti preliminari per verificare l’accaduto e solo successivamente si valuterà un eventuale rilievo penale.

USL MODENA: "ERRORE IN BUONA FEDE" - "Un episodio spiacevole", "sicuramente un errore che non si ripeterà", ma "penso sia avvenuto in buona fede da parte delle persone coinvolte", "determinato solo dalla paura di sprecare delle dosi" di questo "prezioso vaccino". Così Silvana Borsari, direttrice sanitaria dell’Azienda Usl di Modena e referente unico, a livello provinciale, nell’ambito della cabina di regia modenese per la campagna vaccinale anti-Sars-Cov-2, durante un punto stampa sul caso. "Non doveva succedere", ha sottolineato Borsari", "mi dispiace che questo episodio abbia gettato una luce non trasparente su questa campagna vaccinale che invece, sia in provincia di Modena, sia a livello regionale, sta andando molto bene. Quindi chiedo davvero scusa a tutti".

Borsari, poi, ha spiegato che cosa è accaduto martedì sera: "Noi, al punto unico vaccinale, abbiamo circa 10 postazioni che vaccinano e tutti i giorni, più o meno, dalle 1.000 a 1.100 dosi somministrate. Le dosi sono contenute in flaconcini che vanno diluiti e che contengono sei dosi", quindi può capitare, a fine giornata, di avere qualche dose avanzata, che non può essere somministrata dopo sei ore dalla diluizione del vaccino. Quella sera, in particolare, "dopo un pomeriggio molto intenso", ne erano avanzate 11: "I professionisti presenti, farmacisti, medici e infermieri, hanno telefonato ad alcuni reparti dell’ospedale" e sono riusciti a recuperare 5 persone per la vaccinazione. Poi "si sono trovati in difficoltà, non avevano più la possibilità di trovare altre persone, e hanno trovato questa soluzione", cioè "chiamare qualche conoscente o parente".

Una decisione, ha sottolineato Borsari, "che vista dall’esterno sembra una cosa davvero completamente sbagliata ma in realtà credo sia stata determinata solo dalla paura di sprecare delle dosi, perché erano a fine seduta, erano le nove di sera ed era difficile trovare qualcun altro per fare la vaccinazione". E ovvio, ha ribadito, "che è stato un errore, su questo non ci sono dubbi. Stiamo facendo un’indagine interna. Però ripeto, assoluta buona fede, secondo me, delle persone che hanno fatto questo errore".

Davanti a eventuali eccedenze, infatti, ha spiegato Borsari, "il responsabile avrebbe dovuto chiedere a un superiore cosa fare e noi avremmo chiamato qualcuno" che avrebbe dovuto vaccinarsi "il giorno dopo". Ma, ha aggiunto ancora Borsari, "si sono trovati difficoltà, tutti insieme, con l’ansia di non sprecare le dosi".

(segue)

Ovviamente, ha chiarito la direttrice sanitaria, "adesso abbiamo ulteriormente rafforzato tutti i protocolli e sicuramente episodi di questo tipo non succederanno più. L’indagine la stiamo facendo e, entro domani, individueremo tutte le azioni di miglioramento per evitare che avvenga di nuovo più quello che è successo".

Per quanto riguarda, invece, le 6 persone che hanno ricevuto il vaccino in modo ‘anomalo’, l’idea è quella di somministrare loro la seconda dose, "perché sennò l’abbiamo proprio sprecata completamente": "Non è che vogliamo punire – ha precisato la direttrice sanitaria - il diritto alla vaccinazione ce l’hanno tutti i cittadini, è chiaro che ci sono tempi diversi che vanno rispettati, però credo che la cosa più giusta sia questa".

(segue)

Per quanto riguarda, invece, le misure per evitare un futuro spreco di dosi ‘avanzate’, una soluzione sarà quella di mettere a disposizione i numeri di telefono dei reperibili di tutti i reparti di Baggiovara, così da avere "un bacino molto più ampio degli eventuali candidati alla vaccinazione". Inoltre, si andrà a contattare coloro che fanno parte delle liste dei giorni successivi (sempre professionisti), "così da avere un elenco di persone che sanno che potranno essere contattate la sera alle 9 per andare, in caso sia necessario, a fare la vaccinazione in emergenza".

L’auspicio è che quanto accaduto, conclude Borsari, "non alteri la percezione di quanto è importante fare la vaccinazione e di come stiamo procedendo nel modo migliore per poterla garantire a tutti, secondo le indicazioni che ci sono state date a livello nazionale, regionale e provinciale. Questo è l’impegno dell’azienda: far sì che questi episodi non si ripetano più e individuare tutto quello che si può mettere in atto per non ritrovarci più in situazioni di questo tipo".

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