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Vaccino Covid, Figliuolo: "Superate 380mila dosi in un giorno"

23 aprile 2021 | 14.05
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"Le proiezioni per il mese di maggio sono buone, previsto arrivo 15 milioni di dosi"

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(Afp)

Vaccini Covid, il commissario per l'emergenza Francesco Paolo Figliuolo da Bari, dove ha visitato la fabbrica regionale delle mascherine, insieme a Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile, e al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha fatto il punto della situazione a livello nazionale.

“Una volta messi in sicurezza i più deboli possiamo far ripartire il Paese - ha detto - I vaccini stanno arrivando, la macchina organizzativa funziona. Stamattina abbiamo superato 16,6 milioni di somministrazioni dall’inizio della campagna, di cui 11,7 con prima dose, e 4,9 milioni di persone già vaccinate. Da qui al 29 aprile avremo circa 2,5 milioni di dosi di vaccini, ed entro il 5 maggio ne arriveranno altri 2,6 milioni. Le proiezioni per il mese di maggio sono buone, con 15 milioni di dosi di previsto arrivo”, ha affermato il commissario durante la visita.

“Il piano della Regione Puglia ha obiettivi da raggiungere ben chiari e definiti, assolutamente in linea con quelli del piano nazionale”, ha dichiarato il commissario, che ha ribadito l’imperativo di proteggere le persone più fragili, manifestando apprezzamento per i risultati della Regione Puglia, che ha raggiunto oltre l’81% di prime somministrazioni alle persone di più di 80 anni, ed è in linea con gli obiettivi relativi alla categoria di età 70-79 e alle persone fragili.

"Gli obiettivi che assegniamo alle Regioni non vengono dati a caso - ha poi messo in chiaro - ma sono obiettivi congruenti con le capacità vaccinali di ciascuna regione e l'afflusso di quella giornata e di quella settimana". "Il piano - ha specificato Figliuolo - è fatto in maniera specifica, poi ogni tanto facciamo degli stress test. Ieri ne erano previsti intorno ai 315 mila ma, invece, abbiamo superato probabilmente i 380 mila perché alcune regioni mi hanno chiesto di recuperare vaccinazioni che non era stato possibile fare in precedenza per problemi di scarse dosi o domenicali ma anche per tarare la macchina".

Parlando con i giornalisti a Bari, dopo aver visitato l'ospedale delle maxi emergenze nella Fiera, Figliuolo ha detto di essere "decisamente impressionato ed emozionato, parliamo di 150 posti letto" modulabili "tra la terapia ad alta intensità al sub intensivo a una terapia normale Covid". "Questo è un bene pubblico - ha aggiunto - altamente specializzato perché gestito dal Policlinico di Bari, che è una eccellenza nazionale, dove operano cinquecento persone, gli infermieri, un centinaio di medici altamente specializzati, tra terapia intensiva e area critica, e personale amministrativo. Il valore aggiunto di questa struttura è che un domani speriamo prossimo, a pandemia finita, può essere reimpiegato come polo di riferimento nell'ambito del Mezzogiorno, in questa area che attrae sempre anche da Regioni limitrofe in caso, ad esempio, di un grande incidente".

Sull'hub vaccinale, sempre nella Fiera del Levante, il generale ha sottolineato: "Raramente ho visto un centro così organizzato e questo è un orgoglio per noi del Mezzogiorno che siamo sempre abituati ad autocommiserarci. E' giusto che la stampa faccia le sue critiche ma di centri ne ho visti tanti e ne ho pure costruiti e organizzati come comandante. Questo è davvero un bel centro".

Poi, alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se si era 'pentito' della frase detta a 'Che tempo che fa' qualche settimana fa quando sostanzialmente promise che non si sarebbero sprecate dosi di vaccino a costo di somministrarle al primo che passava, Figliuolo ha risposto: "Atteso che solo uno stupido non rivede mai le proprie posizioni, chiarisco che era un paradosso per dire che non avvenga mai che si buttino dosi. Non era un inno ai furbetti". Passare davanti a chi ne ha diritto "potrebbe configurarsi come un reato ma sicuramente dal punto di vista morale è una cosa gravissima perché si toglie una dose a una persona che se ne potrebbe giovare pena la propria sopravvivenza". "Poi è chiaro che ogni regione - ha continuato - si deve organizzare con delle liste di sovraprogrammazione, il cosiddetto 'over booking'", andando a contattare le persone "della stessa classe di età o immediatamente inferiore o superiore".

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