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Covid Italia, Pregliasco: "Inversione curva inquieta, Germania non fa ben sperare"

12 marzo 2022 | 12.34
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"Possibile revisione tempi nuovo booster ma vedere curva"

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(Afp)

"L'inversione della curva" dei contagi che disegna l'andamento di Covid-19 in Italia "un po' inquieta, effettivamente, perché ad esempio i dati della Germania non ci fanno ben sperare" e "l'Inghilterra sta accelerando sulle quarte dosi di vaccino". Così il virologo Fabrizio Pregliasco, docente all'università Statale di Milano, che con l'Adnkronos Salute prova a ragionare sui possibili fattori 'complici' della risalita di Rt e incidenza.

"Di sicuro - osserva il medico - in questo momento ci sono degli sbalzi termici molto forti che facilitano la diffusione" di Sars-CoV-2. Inoltre "c'è sicuramente anche un po' un ribassamento delle attenzioni, il fatto di immaginare un 'tutto finito'. C'è poi una quota importante di bimbi dai 5 agli 11 anni che in questo momento si stanno infettando", un gruppo d'età che in Italia si è vaccinato finora "solo intorno al 30%". Infine potrebbe pesare l'avvento delle 'sorelle' della variante Omicron ormai dominante: "Omicron 2 e 3, con la loro maggiore contagiosità, preoccupano un po' - non nega Pregliasco - perché hanno una maggiore capacità di penetrazione".

L'invito dell'esperto è come sempre quello di monitorare con grande attenzione l'andamento epidemiologico, così da contrapporre progressivamente strategie mirate e adeguate a ogni fase.

"Già si prevedeva che potesse esserci una nuova onda" di Covid-19, dice Pregliasco, "ma con l'arrivo dell'autunno, in corrispondenza del periodo più freddo. Spero che il trend che stiamo osservando", con la risalita di Rt e incidenza che nell'ultima settimana ha portato a un'inversione della curva, "non sia l'anticipazione di quella nuova onda che ci si aspettava più tardi. Una revisione delle tempistiche di somministrazione di un nuovo booster vaccinale più esteso potrebbe dunque essere necessaria, ma andrà valutata sulla base dell'andamento epidemiologico prossimo venturo. Speriamo si possa attendere".

"E comunque non credo che si tratterà di una nuova vaccinazione universale", di un secondo booster per tutti, precisa l'esperto, bensì di un intervento che potrà riguardare "i più anziani e le persone più a rischio" di forme gravi di malattia se infettate da Sars-CoV-2.

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