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Vaia: "Tamponi a extra Schengen in partenza per Italia, non c'è altra soluzione"

07 luglio 2020 | 21.29
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Lo dice il direttore sanitario dello Spallanzani all'Adnkronos Salute: "Servono controlli a monte con accordo tra i ministri Speranza e Di Maio e omologhi stranieri"

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(Fotogramma)

"C'è bisogno che le autorità competenti, i ministri della Salute e degli Esteri, Roberto Speranza e Luigi Di Maio, facciano un accordo gli omologhi dei Paesi extra Schengen perché si eseguano i test sierologici e i tamponi ai passeggeri in partenza per l'Italia prima dell'imbarco. Non ci sono altre soluzioni. Questo è l'unico modo per garantire voli in sicurezza". E' la proposta lanciata dal direttore sanitario dell'Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, per 'arginare' a monte i focolai legati a cittadini che rientrano in Italia da Paesi dove il coronavirus è ancora molto presente.

"Abbiamo fatto un grande lavoro questa notte facendo test sierologici e tamponi a 276 passeggeri provenienti da Dacca - ricorda Vaia all'Adnkronos Salute - Di questi 36 sono risultati immediatamente positivi. Alcuni di questi erano anche sintomatici con febbre. A valle si è intervenuti con efficacia e tempestività, e questo è un modo per interrompere il circuito dei focolai. Per spegnerli però occorrerebbe andare lì, scovarli e aggredirli; come abbiamo fatto noi nel Lazio quando sono scoppiati i cluster in alcuni paesini della Regione. Ma - avverte Vaia - a questo punto non potrebbe essere più efficace. Serve quindi un accordo internazionale che permetta di individuare i positivi prima che arrivino in Italia".

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