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Variante Delta, Crisanti: "Serve sorveglianza, fare di più"

15 giugno 2021 | 18.59
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Su mix vaccini: "Senza dati, opinioni non contano"

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(Fotogramma)

"La morale di quello che sta succedendo in Gran Bretagna con la variante Delta di Sars-CoV-2 è chiara: questa contro il virus non è una corsa, ma una maratona. Non stiamo facendo i 100 metri, bisogna evitare situazioni che pongano il Paese in uno stato di vulnerabilità". E' il monito lanciato dal virologo Andrea Crisanti, che sottolinea all'Adnkronos Salute come "la ricetta" contro la variante Delta "non si discosta da quella proposta anche in altre occasioni, cioè mettere in campo un'adeguata attività di sorveglianza. Oltre a vaccinare, l'Italia su questo deve lavorare molto. O sarà difficile uscire da questa situazione".

Di questa variante che sta facendo rialzare i numeri di Covid in Gb, allontanando il giorno dell'addio alle restrizioni, "siamo riusciti a capire che sembra avere un'infettività più elevata della variante inglese. Sebbene - spiega Crisanti - c'è da dire che questi dati potrebbero essere falsati dal fatto che in Gb ci sono molti vaccinati con AstraZeneca e la variante Delta sembra essere in grado di infettare le persone che hanno ricevuto in particolare una dose singola, ma anche con due dosi può capitare. Ciò non vuol dire che la variante in questione non sia in grado di infettare i vaccinati con Pfizer e Moderna, ma in Gb non hanno altrettante persone immunizzate con questi due vaccini. In ogni caso le infezioni nei vaccinati sembrano presentarsi nella maggior parte dei casi in forma non grave. Certo, nel Paese stanno registrando anche un aumento dei ricoveri, e principalmente a entrare in ospedale sono persone non vaccinate, ma non solo".

Quanto alla vaccinazione eterologa, "quello che penso io" sul mix di vaccini anti-Covid fra prima e seconda dose, "non conta niente, ma nemmeno quel che pensano altri esperti, Cts compreso. Senza dati qualsiasi convinzione può essere avventata. Senza dati non si può pronunciare nessuna affermazione con sicurezza" ribadisce Crisanti, tornando sul tema della vaccinazione eterologa, a cui si è aperto in Italia per i richiami agli under 60 che hanno ricevuto come prima dose AstraZeneca. Su questo, precisa Crisanti, "rimane ferma come riferimento la posizione dell'agenzia europea del farmaco Ema, che in un comunicato ribadisce di nuovo che AstraZeneca è sicuro ed efficace. Conclusione che peraltro condivido".

La linea suggerita dal Cts, sul richiamo con vaccino a mRna dopo prima dose con AstraZeneca in questa fascia d'età, è stata rafforzata dalle parole del ministro della Salute Roberto Speranza, e ha ricevuto il parere favorevole della Commissione tecnico scientifica dell'agenzia italiana del farmaco Aifa, allegato alla circolare emanata dal ministero della Salute al riguardo. Ma come si è arrivati a questa ultima svolta? Per Crisanti in origine "il pasticcio lo ha combinato il Cts - osserva il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell'università di Padova - perché, secondo quanto è stato reso noto, ha detto di non rilevare obiezioni nel ricorso ai vaccini a vettore virale in open day destinati a persone dai 18 anni in su. Ma prima aveva parlato di uso preferenziale di AstraZeneca negli over 60. Per me questo ha un solo significato: nel limite delle possibilità. E le possibilità di usare altri vaccini c'erano".

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