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Vaticano, che cos'è l'Obolo di San Pietro

05 giugno 2020 | 22.45
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L’Obolo di San Pietro è un'offerta che i fedeli fanno alla Chiesa cattolica, in particolare al Papa, perché abbia i mezzi per provvedere alle necessità materiali della Chiesa. Sono questi soldi, donati dai credenti di tutto il mondo al Papa per finanziare opere di bene, che sono finiti nell'affare del palazzo di Sloane Avenue, a Londra, che ha aperto una "voragine" nei conti d'Oltretevere.

L'Obolo ha origini molto antiche: assunse forma stabile nel VII secolo, quando venne portata a termine la conversione al cristianesimo degli Angli e dei Sassoni, iniziata e voluta da Gregorio Magno, papa dal 590 al 604. L'Obolo nacque come segnale di vicinanza alla Chiesa di Roma di quelle genti lontane, di cui sappiamo grazie a Beda il Venerabile, monaco e storico anglosassone, vissuto a cavallo tra il VII e l'VIII secolo. L'Obolo si è poi evoluto nei secoli ed è stato formalizzato dai vescovi riuniti nel Concilio Vaticano II, nel 1965. Nella Costituzione apostolica Gaudium et Spes, promulgata da Papa Paolo VI, si stabilisce che "le cose terrene e quelle che, nella condizione umana, superano questo mondo, sono strettamente unite, e la Chiesa stessa si serve di strumenti temporali nella misura che la propria missione richiede". Nella pratica l'Obolo viene raccolto ogni anno dalle diocesi e dalle parrocchie il 29 giugno, Festa di San Pietro e Paolo, o nella domenica più vicina a quella data. Lo si può versare anche in qualsiasi momento l'anno su un conto corrente postale, oppure con bonifico bancario alla Fineco Bank, già del gruppo Unicredit (oggi è una public company, con il colosso BlackRock come primo azionista, all'8,8%).

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