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Vatileaks: cinque rinvii a giudizio, ci sono anche i giornalisti Fittipaldi e Nuzzi

21 novembre 2015 | 11.48
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Emiliano Fittipaldi (Afp) e Gianluigi Nuzzi (Afp)

Cinque rinvii a giudizio nell'ambito dell'inchiesta Vatileaks 2 relativa al trafugamento di documenti della Santa Sede. Il magistrato vaticano, infatti, ha rinviato a giudizio cinque persone al termine dell'inchiesta sulla sottrazione dei documenti riservati della Santa Sede, nella quale sono stati arrestati monsignor Lucio Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui. Tra i rinviati a giudizio anche i giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, autori rispettivamente di 'Via Crucis' e 'Avarizia' da cui è scaturita appunto l'inchiesta, e Nicola Maio, collaboratore di Balda come segretario alla Cosea. Le notifiche, a quanto si apprende, sono in corso.

Il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha provveduto alla notifica agli imputati e ai loro avvocati della richiesta di rinvio a giudizio. Martedì prossimo è stata fissata la prima udienza del processo.

"Rimango basito": così Fittipaldi commenta all'Adnkronos la notizia del rinvio a giudizio. "Ho fatto solo il mio lavoro di giornalista, mi sembra - aggiunge - che sia un processo alla libertà di informazione. Nella storia del Vaticano è la prima volta che due giornalisti stranieri vengono messi sotto inchiesta per questo articolo 116 bis. Ora devo capire con i miei avvocati cosa fare, è evidente che la libertà di stampa non viene tutelata".

Mentre Nuzzi, su Facebook, scrive: "Il Vaticano mi ha rinviato a giudizio per aver scritto il mio libro 'Via Crucis. Possono fare quello che vogliono, ma finché ci sarà il mondo ci saranno giornalisti a dare notizie scomode. Io sono tra loro e non rinuncerò a fare il mio dovere".

"Sono orgoglioso di aver scritto una inchiesta - sottolinea - orgoglioso di Via Crucis. Orgoglioso di ricevere il vostro affetto e sostegno. Io non mollo. Il diritto di informare e di essere informati è più forte del bavaglio".

I cinque rinvii a giudizio sono per ora una "richiesta, non stiamo parlando di sentenze", ha ricordato padre Federico Lombardi, portavoce vaticano. "Si valuterà - ha spiegato ancora Lombardi - se le accuse sono proporzionate". Martedì prossimo, dunque, la prima udienza nell'Aula del Tribunale Vaticano dove venne giudicato il 'corvo' Paolo Gabriele ma con tutta probabilità si entrerà nel vivo della questione solo la settimana successiva.

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