cerca CERCA
Lunedì 10 Maggio 2021
Aggiornato: 13:04
Temi caldi

Vatileaks, domani il processo. Alla sbarra anche i giornalisti Nuzzi e Fittipaldi

23 novembre 2015 | 12.33
LETTURA: 4 minuti

alternate text
(Afp)

Domani in Vaticano prima udienza al processo nato dall'inchiesta Vatileaks 2 sulla diffusione di documenti riservati della Santa Sede. Sono stati cinque i rinvii a giudizio al termine dell'indagine : monsignor Lucio Vallejo Balda, il suo collaboratore Nicola Maio, Francesca Immacolata Chaouqui e i giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, autori rispettivamente dei libri 'Via Crucis' e 'Avarizia', da cui è scaturita l'inchiesta. Il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha provveduto nei giorni scorsi alla notifica agli imputati e ai loro avvocati della richiesta di rinvio a giudizio. Domani il via al dibattimento.

Nuzzi fa sapere su Twitter che si presenterà all'udienza: "Entrerò in Vaticano per sedermi al banco degli imputati e farmi processare portando #viacrucis come corpo del reato #noinquisizione", scrive. E aggiunge: "Non si processa chi fa informazione! Domani io ed Emiliano Fittipaldi, due cittadini italiani, due giornalisti verremo processati in Vaticano. La libertà di informazione sotto processo".

"Domani mi presenterò davanti al Tribunale del Vaticano - conferma Fittipaldi all'Adnkronos - Vedremo di iniziare questo processo cercando di capire se avremo o meno l'opportunità di difenderci con tutte le possibilità che una difesa deve poter avere". "Basti pensare - osserva - che, al momento, io non ho ancora avuto in mano tutte le carte, i miei avvocati rotali se le stanno procurando e spero che oggi pomeriggio riusciremo ad averle". Porterai in aula anche il libro 'Avarizia', come Nuzzi ha annunciato di fare con 'Via Crucis'? "Non so, non ho ancora deciso", risponde. Decisa è invece la risposta di Fittipaldi sulla solidarietà da parte del mondo del giornalismo italiano. "No, non l'ho avvertita. Molti colleghi mi hanno scritto in privato, ma le istituzioni ufficiali del giornalismo - lamenta - si sono tenute ben lontane".

Con Nuzzi e Fittipaldi alla sbarra ci sarà anche Francesca Immacolata Chaouqui, accusata di aver passato i documenti riservati ai giornalisti. "Mi batterò come un leone affinché la verità emerga. Possono condannarmi ma se lo faranno sappiate che mai potranno produrre una sola prova che un solo foglio sia stato portato o consegnato da me a chiunque non fosse un mio referente nella commissione, il Santo Padre stesso o il suo Staff". Chaouqui scrive su Facebook che andrà a difendersi al processo, "a dimostrare che mai un solo foglio è passato dalle mie mani a quelle di un giornalista, uno qualsiasi, non solo Emiliano o Gianluigi".

"Chi mi segue su questo social - aggiunge Chaouqui - sa che ogni volta che raccontavo qualcosa della mia esperienza presso la Santa Sede usavo il tag ‪#‎piùdituttoalmondo‬ perché niente, nessuna cosa, lavoro, relazione, situazione era più importante dell'aiutare il Pontefice. È ancora così. O non mi sottometterei a processo basato su regole del 1923, in fondo sono una cittadina italiana a cui niente può essere imposto da OltreTevere finché resto sul suolo italiano".

Il Vaticano non ha ammesso l'avvocato Giulia Bongiorno come difensore di Chaouqui. "Io credo che esista un diritto che è quello di essere difesi in maniera piena in qualsiasi fase processuale e davanti a qualsiasi tribunale", dice Bongiorno all'Adnkronos.

"Ovviamente conosco le regole che vigono per il procedimento in cui è coinvolta la Chaouqui ma onestamente - prosegue - mi sembra incomprensibile, considerata la natura di questo processo in cui si affrontano delle tematiche di grande rilevanza, escludere la partecipazione del difensore che è stato scelto dalla stessa Chaouqui".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza