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Vecchioni (Bonifiche Ferraresi): "Agricoltura protagonista della transizione ecologica"

02 marzo 2021 | 18.32
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Federico Vecchioni, ad Bonifiche Ferraresi

"L'agricoltura gestisce il suolo e non ci può essere transizione ecologica completa per l'umanità se non si contempla, in primis, la conservazione e la valorizzazione del suolo e della sua fertilità". Ad affermarlo è l'ad di Bonifiche Ferraresi Federico Vecchioni intervistato dall'Adnkronos, parlando delle transizione ecologica contenuta nel Recovery Plan.

"L'agricoltura è un attore protagonista di diritto della transizione ecologica imprescindibile e strategicamente rilevante" spiega il manger del primo e unico gruppo agroindustriale quotato in Borsa e la più grande azienda italiana per Sau (superficie Agricola Utilizzata).

"Una transizione - aggiunge Vecchioni - in cui ci sono tutte le tecnologie in grado di gestire e migliorare la produttività e l'efficienza delle risorse naturali tra le quali l'uso dell'acqua, l'efficienza di carattere energetico con tutta la frontiera dei nuovi biocarburanti e dei biostimolanti riferiti alla chimica verde e inoltre il tema di tecnologie agricole che vedono nel basso impatto ambientale, nell'economia circolare e nel riutilizzo dei residui di lavorazione la maggiore efficienza possibile". Il comparto agroindustriale e agricolo trova una sua centralità nel Next Generation Eu e quindi nel piano del Recovery" grazie anche allo sviluppo e alle potenzialità offerte dalla digitalizzazione" spiega ancora Vecchioni. "Oggi attraversiamo una fase in cui ingenti masse di liquidità sono interessate a moltiplicare la possibilità di investire in nuovi progetti e ad avere dinamiche di investimento che tengano conto di settori strategici come l'agricoltura".

Inoltre, "in un periodo così drammatico, che in parte stiamo ancora attraversando, si è dimostrato che la filiera agroindustriale italiana, nella sua interezza, fino a questo momento, ha saputo reggere ed avere una forte capacità di resilienza" sottolinea il numero uno di Bonifiche Ferraresi.

E' stato dimostrato il ruolo strategico della filiera alimentare italiana perché - spiega Vecchioni - in una fase in cui il mercato globale ha subito un profondo cambiamento in termini di modalità di acquisto e di rapporti tra gli attori della filiera, proprio la filiera agroindustriale italiana, laddove ha saputo legarsi in maniera fortemente integrata con l'agricoltura abbia saputo con la distribuzione e la logistica arrivare sul mercato in maniera sempre più diretta ed efficiente".

Una logica applicata in concreto da Bf che "in quattro anni ha voluto consolidare una strategia di piano industriale - aggiunge Vecchioni - che ha scelto di integrare la componente agricola delle materie prime realizzate sulla più grande piattaforma agricola del Paese con oltre 10 mila ettari in proprietà con una filiera verticale in cui la trasformazione la distribuzione e l'immissione sul mercato potessero essere oggetto di un controllo da parte di un operatore unico sia attraverso acquisizioni, investimenti diretti o partnership strategiche tra operatori".

(di Cristina Armeni)

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