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Veneto: Oscar del ‘miglior casaro’ a latterie di Povegliano, Bressanvido e Fonzaso

05 ottobre 2015 | 10.37
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La malga Mariech dell’azienda agricola Pontevecchio di Vidor, sulle Prealpi trevigiane, produce il miglior formaggio fresco di malga dell’anno e si aggiudica il 'Caseus veneti 2015'. La consegna dell’ambito premio della critica del concorso regionale, giunto alla sua undicesima edizione, è avvenuta all’Expo di Milano, nello spazio espositivo della Regione Veneto. Sul podio milanese sono saliti inoltre i ‘casari’ di Latteria Sant’Andrea di Povegliano (per la categoria ‘pasta dura’), Latteria Vicentine di Bressanvido (per la categoria ‘pasta semidura’) e della Speloncia di Fonzaso (Belluno) per la categoria dei formaggi ‘erborinati’, premiati dalla giuria popolare del Caseus.

A consegnare le medaglie d’oro del concorso caseario è stato l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan. Al concorso regionale hanno partecipato 78 caseifici, con 37 categorie di formaggi, ognuna delle quali la settimana scorsa - nel concorso-kermesse a Villa Contarini di Piazzola sul Brenta che ha visto 30 mila visitatori - ha espresso un prodotto ‘top’ da premio.

“Il Veneto - ha spiegato l’assessore - conta oltre 100 caseifici, 55 cooperative, e produce 7 formaggi che si sono conquistati la denominazione europea e 34 tradizionali. La filiera lattiero-casearia vanta 3.600 produttori che producono circa 1,1 milioni di tonnellate di latte l’anno, per l’85% trasformato in prodotti caseari per un valore di produzione di 1 miliardo di euro l’anno. La filiera veneta dei formaggi si è affermata sui mercati nazionali e internazionali con prodotti riconosciuti e tutelati dall’Unione europea come il Grana padano, l’Asiago, il Piave, il Montasio, il Provolone Valpadana, il Monte Veronese, la Casatella trevigiana e la mozzarella Stg (specialità tipica garantita). Tutti formaggi che sono sinonimo del ‘made in Italy’ e che registrano un incremento delle esportazioni. Ma non meno apprezzate sono la qualità e la tipicità esclusiva dei formaggi tradizionali prodotti con il latte veneto”.

Nonostante il calo dei consumi, le grandi Dop del Veneto negli ultimi quattro anni hanno incrementato la produzione del 4,5%, aumentando del 5,3% l’utilizzo di latte locale, e contribuendo così a difendere gli allevamenti veneti. Solo il 15% del latte veneto è destinato al consumo diretto e alla trasformazione in yogurth e gelati.

“E’ questo patrimonio di aziende, prodotti e professionalità che ci fa difendere il vero formaggio prodotto con latte fresco e a contrastare con ogni mezzo la normativa Ue che sdogana i formaggi senza latte", ha sottolineato Pan.

"La Regione Veneto e i suoi allevatori e produttori - ha concluso - continueranno a incalzare il governo e Bruxelles perché diventi obbligatorio, anche per i formaggi che non sono Dop, indicare in etichetta se sono prodotti con il latte fresco, oppure con cagliate o semilavorati. I consumatori hanno diritto di sapere se il formaggio che stanno per acquistare è prodotto con latte in polvere o latte concentrato, anziché con latte crudo”.

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