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Venezia e Arezzo al centrodestra, delusione Pd. Salvini: "Renzi stiamo arrivando"

15 giugno 2015 | 11.58
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Brugnaro sindaco, dem perdono anche Arezzo. A Enna sconfitto Crisafulli. I risultati dei ballottaggi

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Brugnaro festeggia la vittoria con la moglie Stefania (Foto da Twitter)

Matteo Renzi non commenta ufficialmente i dati dell'ultimo giro di elezioni amministrative. Un esito non certo brillante per il Pd, come del resto aveva già ammesso nella notte Lorenzo Guerini parlando di "luci e ombre" e soprattutto di "sconfitta che brucia" per il caso Venezia con Felice Casson rimasto a bocca asciutta.

Per non parlare di Arezzo, dove a perdere è stato un candidato renzianissimo, Matteo Bracciali. Sempre il vice segretario dem concludeva che, nonostante le vittorie di Mantova o Trani e le conferme come quella di Lecco, il risultato totale "non è sufficiente a farci brindare". Chi nella notte era riuscito a scambiare qualche impressione con il premier, oggi raccontava di un Renzi non particolarmente depresso. Anzi, pronto a sorridere. Come quando qualcuno gli ha fatto notare dell'appello a favore di Casson fatto da un trio come Imposimato, Scanzi e Travaglio.

Al primo bilancio, però, si è aggiunto il voto siciliano, dove a spiccare è non tanto la sconfitta di Vladimiro Crisafulli (il barone rosso) a Enna. Ma soprattutto l'affermazione del M5S per cinque volte al ballottaggio, che è uno degli architravi dell'Italicum renziano.

Ma pur non intervenendo in prima persona, Renzi ha fatto ben capire di essere tutt'altro che abbattuto da questo 'mid term' locale. "Si va avanti solo se si ha il coraggio di fare riforme coraggiose: si può proseguire solo con la capacità di investire nel futuro e non vivere nei ricordi", ha detto lui stesso nel pomeriggio dopo aver visto a palazzo Chigi il presidente messicano.

Il premier ha volto lo sguardo soprattutto all'interno del partito, oltre che al governo: "Le sconfitte bruciano, ma ora avanti con decisione sulle riforme", ha spiegato il capogruppo vicario alla Camera Ettore Rosato che domani (salvo colpi di scena) diventerà capogruppo. Secondo il premier serve un sussulto di unità interna nel Pd. A dirlo è chiaramente Debora Serracchiani: "Serve una più forte unità nel partito e nel centrosinistra, e bisogna ridare slancio a un rinnovamento che non si è realizzato dappertutto e fino in fondo".

Ad Arcore con i suoi più stretti collaboratori, Silvio Berlusconi esulta per la vittoria ai ballottaggi delle amministrative a Venezia e in due roccaforti rosse, come Pietrasanta e Arezzo. Il Cav è convinto che il leader Pd stia perdendo colpi e sia finita la luna di miele con gli italiani del 40% alle europee. La gente ha capito che questo governo è inetto, non è capace di risolvere né i problemi, né le emergenze, sarebbe il ragionamento fatto dall'ex premier, apprende l'Adnkronos. I ballottaggi dimostrano ancora una volta, avrebbe sottolineato Silvio Berlusconi, la necessità di un centrodestra non frammentato: solo dove siamo uniti e ci presentiamo con candidati credibili e capaci, è matematico che si vince.

Un messaggio e un monito, quello lanciato da leader azzurro, rivolto a chi continua a lavorare dentro Forza Italia per dividere, visto che questa potrebbe essere la settimana decisiva per una nuova scissione, quella già consumata al Senato, di Raffaele Fitto, che dovrebbe costituire un gruppo autonomo a Montecitorio, e quella annunciata ma ancora in stand by, di Denis Verdini (domani è atteso un faccia a faccia decisivo a Roma, tra il Cav e il senatore forzista, artefice del Nazareno).

Mentre il segretario della Lega Matteo Salvini commenta su Twitter l'esito dei ballottaggi: "Bellissimi risultati per sindaci #Lega e sostenuti da Lega. Da oggi subito al lavoro: cambiare si può. #Renzi, stiamo arrivando".

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