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Venezia, palazzina a 25mila a settimana ma niente al fisco, è caccia ai furbetti B&B

20 agosto 2016 | 11.54
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Dai 13mila ai 25mila a settimana per una palazzina nel cuore di Venezia, con bagno turco, attracco privato e personale in livrea. Ma nemmeno un euro al fisco. Continua la caccia ai furbetti del B&B da parte della Guardia di Finanza e della polizia municipale con l'operazione 'Venice journey' che negli ultimi due mesi di attività ha portato alla scoperta di 29 immobili abusivi gestiti da 24 persone fisiche, 10 persone denunciate e circa 50.000 euro di sanzioni amministrative.

''Beautiful palazzo in quiet corner of Venice''. Così un cittadino italiano, proprietario di una palazzina di pregio nel centro storico di Venezia, pubblicizzava la sua struttura ricettiva su diversi siti internet. Una clientela perlopiù straniera, interessata a servizi aggiuntivi di lusso quali vasca idromassaggio, bagno turco e terrazza panoramica. Quando i militari del I Gruppo della Guardia di Finanza di Venezia con la collaborazione degli agenti della Polizia Municipale lagunare sono giunti presso la struttura, ad accoglierli hanno trovato un maggiordomo e personale di servizio in livrea. Peccato che l’attività di locazione fosse completamente sconosciuta al fisco ed al Comune di Venezia.

Per il proprietario e gestore, oltre all’irrogazione delle sanzioni amministrative per la violazione della normativa regionale e comunale in materia turistica, c’è stata la segnalazione al competente Reparto della Guardia di Finanza per l’esecuzione dei necessari approfondimenti, visto l’irregolare impiego dei lavoratori e l’esiguo reddito dichiarato al fisco.

Oltre a locazioni di lusso ed affitti turistici “fai da te”, è stato individuato anche un vero e proprio ostello, nel sestiere Cannaregio, nel quale venivano ospitati fino a 20 turisti a notte in condizioni igieniche disastrose e con scarsa sicurezza.

In un altro caso, invece, un controllo documentale ha portato a denunciare un affittacamere abusivo. Un pattuglia delle Fiamme Gialle, infatti, ha eseguito un controllo nei confronti di un cittadino pachistano mentre faceva alcune foto nei pressi del Ghetto ebraico a Venezia. Il cittadino straniero, risultato poi un tranquillo turista in visita alla città, dichiarava di aver soggiornato in una struttura ricettiva trovata on –line: immediati i controlli con la segnalazione dell’affittacamere abusivo alla Procura della Repubblica per la mancata comunicazione degli alloggiati.

L’attività svolta ha avuto anche l’effetto di aumentare la compliance dei cittadini, tanto che, nel terzo trimestre del 2015, prima di dare avvio all’operazione “Venice journey”, erano state censite poco più di 200 comunicazioni di inizio attività quali “locazioni turistiche”, mentre alla data odierna ne risultano inserite circa 1900, con un incremento di nuove attività emerse di oltre 1600 in valore assoluto, e dell’800% in valore percentuale.

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