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Venezia, Zoro alla Settimana della Critica con 'Arance e martello' /TRAILER

21 luglio 2014 | 17.45
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L'esordio alla regia di Diego Bianchi fuori concorso alla Sic, In programma al Lido dal 27 agosto al 6 settembre prossimi.

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(Adnkronos/Cinematografo.it) - L'esordio alla regia di Diego 'Zoro' Bianchi, 'Arance e martello', fuori concorso e il documentario 'Dancing with Maria' di Ivan Gergolet in concorso: sono due i film italiani alla 29esima Settimana Internazionale della Critica (Sic), dedicata alle opere prime e in programma a Venezia dal 27 agosto al 6 settembre prossimi.

La sfida, dice il delegato generale Francesco Di Pace, è stata quella di "confrontarci con l'anno passato, straordinario, ma siamo contenti della selezione fatta: i due film italiani, un doc e una commedia, fanno selezione a sé, perché gli altri sette titoli sono tutti drammi, con venature thriller e mèlo. E, per favore, non scrivete della Settimana che passa da Zoran ('Il mio nipote scemo', ndr) a Zoro!", dice riferendosi al film di Matteo Oleotto, vincitore della scorsa edizione .

Dedicata ai critici scomparsi Claudio G. Fava e Sandro Zambetti, la selezione 2014 chiuderà (evento speciale) con 'Arance e martello', "un Fa' la cosa giusta ambientato a San Giovanni, con la chiusura di un mercato rionale e le ripercussioni sulla sede locale del Pd", mentre in competizione per il Premio del pubblico RaroVideo e, soprattutto, il Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima 'Luigi De Laurentiis' c'è per la prima volta un documentario, 'Dancing with Maria', diretto dal goriziano Ivan Gergolet e girato a Buenos Aires nello studio della 92enne danzatrice argentina Maria Fux: "Quattro anni di lavoro, non è un film biografico -precisa il regista- ma Maria è il sole attorno a cui girano altre storie".

Se i bambini, la gravidanza e, dicono i selezionatori Luca Pellegrini e Anna Maria Pasetti, "l'attenzione al femminile" fanno da leitmotiv, accanto al film d'apertura iraniano (evento speciale), 'Melbourne' di Nima Javidi, con "echi di Asghar Farhadi", troviamo: il cinese 'Binguan' (Una bara da seppellire), noir di Xin Yukun; il vietnamita 'Flapping in the Middle of Nowhere' di Nguyen Hoang Diep, "film shock tra sesso, ossessioni e transgender"; il serbo 'No One's Child' di Vuk Rsumovic, con un ragazzo selvaggio nella Jugoslavia che fu "sulle orme di Truffaut"; il franco-belga 'Terre Battue', prodotto dai Dardenne, interpretato da Olivier Gourmet e Valeria Bruni Tedeschi, diretto da Stéphane Demoustier; il palestinese 'Villa Touma', esordio alla regia della sceneggiatrice de 'La sposa siriana' Suha Arraf; il tedesco 'The Council of Birds' di Timm Kroger, "stilisticamente maturo nonostante sia un saggio di diploma".

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