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Venezuela

Blindati e spari, caos Venezuela

30 aprile 2019 | 13.22
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Guaidò: "L'esercito è con me". Liberato leader opposizione Leopoldo López. Maduro: "Vinceremo!". Social in tilt. Volo Parigi-Caracas torna indietro. Salvini: "Sto con Guaidò"

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(Fotogramma/Ipa)

Il Venezuela sprofonda nel caos. In un video girato nella base militare di Carlota, l'autoproclamatosi presidente ad interim, Juan Guaidò ha annunciato di aver dato inizio "alla fase finale dell'Operazione Libertà", sotto la premessa che "il momento è ora". "Mi trovo con le principali unità militari della nostra Forza armata" ha spiegato Guaidò, rimarcando di avere l'appoggio avere l'appoggio di "un gruppo molto importante" di membri delle Forze Armate e non solo a Caracas, ma "in tutto il Paese".

LACRIMOGENI E BLINDATI - Dopo l'annuncio il Paese è sprofondato sull'orlo della guerra civile, con migliaia di manifestanti scesi in piazza a protestare. La Guardia Nacional, per reprimere la sollevazione civile e militare, ha fatto uso di lacrimogeni davanti alla base militare La Carlota fuori Caracas. Ma la situazione non si è placata: almeno due mezzi antisommossa del Gnb, le forze armate venezuelane, si sono lanciati contro i gruppi di manifestanti, come documentano le immagini mostrate dalle emittenti televisive. I due veicoli hanno puntato verso i civili nella zona di plaza Altamira, mentre la guardia bolivariana ha caricato i manifestanti nell'area di Chacaito, con lanci di lacrimogeni e pallottole di gomma. Secondo l'ong Foro Penal vi sono già stati 11 arresti fra i manifestanti.

I FERITI - Nel corso dei disordini, un militare venezuelano è stato ferito davanti alla base di La Carlota. Mentre fonti mediche citate dalla Cnn parlano di almeno 52 feriti negli scontri a Caracas. Fra i 52 si contano 32 feriti da pallottole di gomma e una persona colpita da un'arma da fuoco. Vi sono inoltre 16 persone con lesioni da trauma e tre con difficoltà respiratorie.

Il ministro della Difesa di Caracas, Vladimir Padrinosi è detto 'pronto a usare le armi' per frenare ogni tentativo di insurrezione, minacciando di aprire il fuoco contro i manifestanti. Il ministro ha quindi aggiunto che se vi sarà spargimento di sangue ne sarà responsabile Guaidò.

LIBERATO LOPEZ - In mattinata il leader dell'opposizione venezuelano, Leopoldo López, che si trovava agli arresti domiciliari, è stato liberato in un'azione condotta da forze anti-chiaviste e coordinata da Guaidò. Poi, insieme i due hanno marciato attraverso Caracas e arringato la folla con un megafono, parlando in piedi sopra il tetto di un'auto. "Oggi vinciamo la paura. Oggi come presidente incaricato, legittimo comandante delle forze armate, convoco tutti i soldati e la famiglia militare ad accompagnarci per una lotta non violenta", ha detto Guaidò. Lopez, invece, dopo aver spiegato che la sua liberazione dagli arresti domiciliari è conseguente all'indulto proclamato da Guaidò per tutti i prigionieri politici, è stato accolto con la famiglia dall'ambasciata cilena a Caracas.

LA REAZIONE DI MADURO - Il governo venezuelano, dal canto suo, grida al golpe. Per Caracas è in corso un tentativo di "colpo di Stato" da parte di "militari traditori". Mentre Maduro, via Twitter, ha ribadito di tenere i "nervi d'acciaio". "Chiedo la massima mobilitazione popolare per garantire la vittoria della pace - ha scritto -. Vinceremo!".

SOCIAL BLOCCATI E VOLI CANCELLATI - In tutto il Paese è difficile accedere a Twitter e Facebook e complicato navigare online. Un volo Air France partito da Parigi per Caracas, scrive 'Le Figaro', ha fatto marcia indietro mentre si trovava sopra l'Atlantico, probabilmente a causa della situazione nel Paese sudamericano.

USA CON GUAIDO' - Il dipartimento di Stato americano ha esortato tutti i cittadini statunitensi in Venezuela a lasciare "immediatamente" il Paese e il presidente americano Donald Trump ha palesato il suo sostegno a Guaidò: "Gli Stati Uniti sono a fianco del popolo del Venezuela per la sua libertà" ha sottolineato.

L'APPOGGIO DI SALVINI - Dall'Italia fa il tifo per Guaidò il vicepremier Matteo Salvini, che si è detto "vicino al popolo venezuelano, all'assemblea nazionale e al suo presidente Guaidò".

E L'EUROPA? - L'Ue ha fatto sapere di seguire "attentamente gli ultimi avvenimenti in Venezuela". "Ribadiamo che ci può essere solo una via d'uscita politica, pacifica e democratica dalle multiple crisi che il Paese sta affrontando - ha detto l'Alto Rappresentante dell'Ue per gli Affari Esteri, Federica Mogherini -. L'Ue respinge qualsiasi forma di violenza e fa appello perché ci sia la massima moderazione, per evitare la perdita di vite umane e un'escalation delle tensioni".

L'Ue, ha aggiunto Mogherini, "è saldamente al fianco del popolo venezuelano e delle sue legittime aspirazioni democratiche. Continueremo a non risparmiare alcuno sforzo per ottenere il ripristino della democrazia e dello Stato di diritto attraverso elezioni libere e corrette, in linea con la Costituzione venezuelana".

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