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Ventura, voglio Italia umile, determinata, feroce ed eccitante

19 luglio 2016 | 17.54
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Il nuovo ct azzurro Giampiero Ventura

"Quella di Conte era un'Italia umile, e vorrei che rimanesse tale, determinata e feroce e vorrei che rimanesse così, e vorrei che fosse anche eccitante, così ci ho messo la mia, accoppiata a quella di Conte. Sono un misto tra curioso e voglioso, non vedo l'ora di iniziare. Se riusciamo a fare un passo avanti nessuno ci vieta, sono sotto droghe pesanti...., di stupire". Giampiero Ventura descrive così la nazionale che vuole vedere in campo durante la sua presentazione a Coverciano.

"Non sono emozionato, sono soprattutto felice. Purtroppo per me non ho più l'età per emozionarmi. Quella che è la realtà del nostro campionato l'ha detta questo Europeo, di giocatori ne sono rimasti a casa pochi di quelli che avrebbero potuto essere convocati, sono stati convocati quasi tutti, il problema attuale del calcio italiano è abbastanza evidente -sottolinea poi Ventura-. Rimango dell'idea che ci sono molti giovani in rampa di lancio, ma per aver la possibilità di metterli in condizione di potersi esprimere ci vuole il tempo necessario".

Il neo ct avrà poco tempo per lavorare con la squadra e per forza di cose dovrà ripartire dai 23 dell'Europeo. "Noi giochiamo con la Francia il 1 settembre e io vedrò i giocatori il 29 di agosto quindi tre giorni prima, tre giorni per preparare la partita con la Francia e altri tre per preparare quella ad Israele, quindi sono in realtà pochi ed è evidente che la base di partenza non potrà essere dove si è interrotto l'Europeo, anche perché non c'è tempo materiale, anche se poi ci sono dei giovani che vale la pena avere la pazienza di aspettare per dargli la possibilità di diventare lo zoccolo duro di questa nazionale".

Il nuovo allenatore azzurro è pronto a valutare tutte le opzioni che gli fornirà il campionato. "Inserire qualcuno? Nel calcio ci sono le annate, ci sono quelle in cui venivano fuori difensori, i centrocampisti. Oggi l'Italia offre una infinità di esterni, il problema è che il modulo 3-5-2 va a penalizzare gli esterni, bisogna prima pensare alla qualificazione e dare piano piano la possibilità di inserirli".

"Cosa fare dopo Conte? Mi viene da fare una battuta, tranquillizzarli tutti...", ha detto sorridendo Ventura. "Semplicemente quando c'è un calcio organizzato può essere migliorato nei dettagli. Quello che è stato fatto da Conte, in poco tempo, è stato assolutamente importante, spero di potermi dedicare ai dettagli per fare non bene ma benissimo. Barzagli? Lo chiamerò...è evidente che oggi sulla carta diventerebbe un giocatore che farebbe comodo alla nazionale".

Nessuna preclusione su Pellè anche se è andato a giocare in Cina. "E' da verificare. Il problema è al 50% la Cina e al 50% gli stipendi importanti. Un giocatore deve essere forte per avere la fame dentro. Diamanti ad esempio quando è andato in Cina un pizzico la nazionale l'ha persa. Io credo che i 23 dell'Europeo sono 23 persone con cui parlerò per una questione di rispetto, poi è evidente che il calcio va avanti. Zaza e Pellè? Hanno sofferto molto dopo i rigori, ma la sofferenza ti da' la possibilità di avere grandi reazioni e voglia di rivalsa. Hanno capito molto di più in quei dieci minuti successivi a quel rigore che nei due anni precedenti".

Ventura comunque ha già in mente altri giocatori. "Ho detto che parto dai 23, non che sono 23, ci sono anche gli infortunati Marchisio e Verratti sono giocatori importanti. Perin credo sia importante, Donnarumma penso possa diventare importante, il vero problema è il poco tempo da sfruttare e non bruciare i giovani". Poi sul gioco ha spiegato: "qualsiasi gioco, se fatto bene, paga, se fatto male, non paga. Il calcio di Conte ha pagato in un momento particolare nostro. I giocatori che erano in panchina al Mondiale di Lippi erano estremamente importanti, grandissimi nomi, quelli in panchina all'Europeo di Conte erano importanti ma che dovevano diventare importantissimi. Il gioco di Conte è importante ma parto dal presupposto che si possa anche migliorare".

Il tecnico azzurro risponde poi sulla questione stipendio e la mancanza di titoli vinti. "Non guadagno un euro in più rispetto al Torino, perché ero sotto contratto e furbescamente la Federazione ha rilevato il mio contratto, quindi non prendo un euro in più, spero di non prenderne uno di meno...". "Nessun titolo vinto? Penso sia difficile vincere, se non impossibile, se non guidi una delle cinque big. Se significa, invece, prendere giocatori reduci da annate negative e mandarli in nazionale, se significa prendere una società che perde 30 milioni l'anno e portarla ad avere 150 milioni di plusvalenze, sono questi i miei titoli".

Infine Ventura ha parlato di Mario Balotelli e Marcello Lippi. "Balotelli? E' come tutti gli altri nel momento in cui gioca e fa il professionista. Dal punto di vista tecnico è un giocatore assolutamente importante, dal punto di vista caratteriale, di gestione, di comportamento, di professionalità a volte può aver lasciato a desiderare. Il fatto che non giochi nel Milan, che il Liverpool lo abbia abbandonato, è evidente che si trova di fronte ad un bivio. Balotelli quando ha fatto il calciatore ha dimostrato di avere qualità assolute. Il tempo dirà, nessun pregiudizio ma è il campo che deve parlare". "L'assenza di Lippi? Marcello è un amico, siamo cresciuti insieme, c'è un rapporto di amicizia, mi dispiace ma non è colpa di nessuno, ne prediamo atto, l'obbiettivo oggi è la nazionale".

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