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Cinema: Veronica Pivetti, il mio esordio alla regia contro l'omofobia

17 novembre 2015 | 17.09
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Andrea Amato e Veronica Pivetti in una scena del film

(AdnKronos/Cinematografo.it) - “Questo copione era stato scritto per me già alcuni anni addietro. Mi piaceva raccontare le dinamiche di una famiglia di oggi sorda nell’ascolto di tematiche importanti e piena di incomprensioni. Ho 50 anni, mi porto dentro alcuni traumi vissuti nell’adolescenza e la storia non è in fin dei conti molto lontana da me”. Così Veronica Pivetti ha presentato 'Né Giulietta né Romeo', il suo primo film come regista, che arriva nelle sale il 19 novembre in 20 copie con Microcinema, nel mezzo di una carriera da protagonista televisiva segnata da grandi successi. Si tratta di una commedia che è però quasi un manifesto contro l'omofobia tanto da aver ottenuto il patrocinio di Amnesty International.

Al centro della storia c’è Rocco, 16 anni, genitori separati, e il momento in cui decide di rivelare alla mamma e al papà la propria omosessualità. “Ho scelto – precisa la neoregista (GUARDA LA VIDEOINTERVISTA) - di indirizzare il copione sul piano della commedia. E’ l’abito che da sempre vesto meglio come attrice e volevo mantenere lo stesso tono anche come regista. Era importante accendere un riflettore sul tema della omosessualità e affidarne lo svolgimento al veicolo della commedia. Mi premeva di più parlare dei ragazzi, dei giovani che di me stessa. Racconto anche il fallimento dei genitori. La nostra è una società fortemente omofoba”.

Andrea Amato (Rocco) porta una testimonianza opposta: "Ho 18 anni e nella mia scuola a Roma ci sono 1400 alunni, alcuni sono omosessuali, ma tutti perfettamente integrati. Non ci sono occasioni di liti". Pia Engleberth è nonna Amanda: “Se guardiamo l’immaginario femminile, non c’è da essere molto allegri. E’ rimasto lo stesso di generazioni precedenti”. Sul suo ruolo di regista, la Pivetti conclude: “Meditavo da tempo questo esordio, ho fatto alcuni corti e la passione è aumentata. Coordinare un set è complicato, lo è stato di più per me come attrice (anche qui ho il ruolo della mamma di Rocco), sono stato attenta e concentrata. Il film è nato anni fa, ci sono voluti 4 anni per farlo, è nato e morto tante volte, ci ho messo tenacia e l’esperienza in TV mi ha aiutata ad essere pratica ed essenziale. Sapevo di espormi in modo più coinvolgente e di fare un passo più lungo del consueto ma mi è piaciuto farlo. Ora sarà il pubblico a giudicarlo”.

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