cerca CERCA
Giovedì 21 Gennaio 2021
Aggiornato: 19:51

Brexit, May chiede nuovo rinvio

02 aprile 2019 | 07.37
LETTURA: 5 minuti

La premier britannica si appella all'opposizione per evitare il 'no deal'. Camera dei Comuni respinge alternative al suo piano

alternate text
(Afp) - AFP
Roma, 2 apr. (AdnKronos)

Theresa May chiede un ulteriore rinvio per la Brexit. "Uscire con un accordo è la soluzione migliore. Avremo bisogno di un'ulteriore proroga dell'articolo 50, la più breve possibile che termini quando approveremo l'accordo - ha detto la premier britannica dopo la riunione fiume con i ministri del suo governo -. Dobbiamo essere chiari sullo scopo di questa proroga: per assicurarci che usciremo in maniera ordinata e puntuale. Questo dibattito, questa divisione non può durare ancora a lungo".

"Ho appena presieduto una riunione di gabinetto di 7 ore dedicata alla ricerca di un percorso per uscire dall'attuale impasse, un percorso che porti alla Brexit per cui ha votato il popolo e che ci consenta di andare avanti e riportare all'unità il nostro paese diviso", ha sottolineato il primo ministro. "So che alcuni sono cosi stufi del ritardo e delle discussioni infinite che vorrebbero lasciare senza alcun accordo la prossima settimana. Sono sempre stata chiara che, a lungo termine, potremmo trasformare il 'no deal' in un successo. Ma uscire con un accordo è la soluzione migliore", ha spiegato ancora May.

La proroga cui fa riferimento il primo ministro dovrà servire per trovare una soluzione perché "questo dibattito, questa divisione non possono trascinarsi ancora a lungo. Tutto questo sta mettendo i membri del Parlamento e chiunque altro sotto un'immensa pressione e sta recando danno alla nostra politica", ha proseguito.

APPELLO ALL'OPPOSIZIONE - Dopo la riunione, May ha poi inviato un messaggio al leader laburista Jeremy Corbyn per avviare un dialogo che porti alla definizione di una strategia condivisa per arrivare alla Brexit evitando il 'no deal': "Sto proponendo di sedere al tavolo con il leader dell'opposizione per provare a concordare un piano, a cui entrambi dovremmo attenerci per assicurarci che usciremo dall'Union Europea con un accordo" ha spiegato la premier britannica.

"Ogni piano dovrebbe essere il linea con l'attuale accordo per l'uscita" che "è già stato negoziato con gli altri 27 membri dell'Unione Europea". "L'Ue - ha ricordato May - ha detto più volte che" l'accordo "non può essere rinegoziato". "Ciò su cui dobbiamo oncentrarci è la nostra futura relazione con l'Ue. L'esito ideale di questo processo sarebbe quello di concordare un approccio su una relazione futura che si basi sul risultato del referendum", ha affermato ancora May, evidenziando che in tal caso "sia il leader dell'opposizione che io potremmo presentare" l'intesa "alla Camera per l'approvazione" e poi portarla "al Consiglio europeo della prossima settimana".

"Tuttavia, se non siamo in grado di concordare un approccio univoco, potremmo invece trovare l'intesa su una serie di opzioni per la futura relazione che potremmo sottoporre alla Camera in una serie di voti per determinare quale strada seguire", ha detto ancora, evidenziando che "fondamentalmente, il governo è pronto a rispettare la decisione della Camera. Ma per far funzionare questo processo, l'opposizione dovrebbe essere d'accordo anche su questo".

"Il governo quindi porterebbe avanti la legge per il ritiro" dall'Ue. "Vorremmo concordare un calendario per questo disegno di legge per garantire che sia approvato prima del 22 maggio in modo che il Regno Unito non abbia bisogno di prendere parte alle elezioni del Parlamento europeo".

CORBYN - L'apertura di May è stata ben accolta da Corbyn che si è detto "molto contento" di incontrare la premier. "Non voglio porre alcun limite, in un modo o nell'altro, prima di questi meeting. Riconosciamo che" la premier "abbia fatto una mossa". "Riconosco la mia responsabilità di rappresentare le persone che hanno sostenuto il Labour nelle ultime elezioni e le persone che non hanno sostenuto il Labour ma vogliono comunque sicurezza e certezza per il proprio futuro. E su questa base incontreremo" il primo ministro "e avremo questi colloqui", ha spiegato Corbyn. "Il Labour ha avanzato le proposte per garantire l'unione doganale con l'UE, l'accesso a mercati vitali e la protezione dei nostri standard in materia di diritti dei consumatori, diritti ambientali e dei lavoratori. E faremo in modo che quelli siano sul tavolo. Siamo anche molto chiari sul fatto che ci deve essere una garanzia assoluta che l'accordo del Venerdì Santo sia mantenuto per la pace nell'Irlanda del Nord", ha aggiunto.

TUSK - Da Bruxelles, intanto, il presidente del consiglio europeo, Donald Tusk, ha sottolineato che "anche se, dopo oggi, non sappiamo quale sarà il risultato finale, cerchiamo di essere pazienti".

Questa mattina, via Twitter, referente sulla Brexit del Parlamento europeo, Guy Verhofstadt, aveva invece evocato lo spettro della Hard Brexit: "La Camera dei Comuni ancora una volta vota contro tutte le opzioni. Una 'Hard Brexit diventa quasi inevitabile. Mercoledì il Regno Unito ha un'ultima possibilità di uscire dall'impasse o dovrà affrontare l'abisso" ha spiegato.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
L´ informazione continua con la newsletter

Vuoi restare informato? Iscriviti a e-news, la newsletter di Adnkronos inviata ogni giorno, dal lunedì al venerdì, con le più importanti notizie della giornata

Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza