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Rio 2016: Fondazione Terzo Pilastro e Cip uniti in progetto solidarietà

12 luglio 2016 | 17.01
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La cerimonia inaugurale a Grosseto - IPC ATHLETICS - RIPRODUZIONE VIETATA

Solidarietà, integrazione e inclusione sociale sono queste le parole d'ordine dietro al progetto 'Verso Rio 2016' che vede protagonista il Comitato Italiano Paralimpico e la Fondazione Terzo Pilastro-Italia e Mediterraneo in occasione dei Giochi per la prima volta nella storia ospitati da un paese sudamericano. Due le attività preminenti dell'iniziativa finanziata dalla Fondazione Terzo Pilastro, la prima legata all’avviamento allo sport del massimo numero di atleti disabili, realizzato attraverso bandi scolastici, iniziative e manifestazioni volti allo sviluppo ed alla promozione dell’idea paralimpica, la seconda, di alto livello agonistico che culminerà nella partecipazione ai Giochi Paralimpici.

"Rio 2016 è soprattutto un’occasione per far vedere al mondo le capacità e le potenzialità del nostro Paese, del 'sistema Paese' -ha sottolineato il numero uno del Cip Luca Pancalli-; però io credo che il nostro Paese non sia soltanto portatore di eccellenze nei vari campi dell’arte, della tecnologia, della cultura, del benessere, della gastronomia, credo che faccia parte del dna di tutti gli uomini e le donne italiani anche la cultura della solidarietà, dell’integrazione, dell’inclusione sociale".

"Quest’anno abbiamo fatto una scelta in controtendenza, con approccio laico ma coraggiosa, grazie anche e soprattutto ai nostri partners…non ne ho tanti da elencare come Malagò (scherza Pancalli), anzi, sono piuttosto pochi, ma più che partners sono veri e propri 'compagni di squadra'. La scelta è stata quella di non andare in una location privata, non affittare un club o un circolo, ma scegliere una parrocchia, ed utilizzare le somme che avremmo speso per affittare una location privata per partecipare a dei programmi di azione sociale in quel di Rio attraverso l’arcidiocesi della città".

"Un approccio laico che ha trovato immediato riscontro dalla S.Sede, dal cardinal Ravasi, e noi quindi saremo in una parrocchia, la parrocchia Imaculada, e saremo a fianco dei nostri 'colleghi' disabili brasiliani per favorire il loro accesso alle attività sportive, ma non solo. Il nostro sostegno andrà anche a favore di una cultura all’accessibilità a 360 gradi, ad esempio l’accesso al mare, visto che Rio è una città di mare, per le persone diversamente abili", aggiunge Pancalli.

"Noi siamo 'portatori sani' dei valori che contraddistinguono il nostro Paese e che il nostro Paese quotidianamente cerca di declinare sia sul nostro territorio che all’estero", conclude il presidente del Comitato paralimpico.

Al fine di promuove l’inclusione delle giovani persone disabili nella società civile, è stato predisposto di destinare contributi economici in favore di alcune associazioni di Roma e Provincia, individuate dalla Fondazione Terzo Pilastro- Italia e Mediterraneo, affiliate alle Entità Sportive riconosciute dal Cip che presenteranno progetti destinati alla promozione delle attività paralimpiche tra giovani disabili.

Il Cip e la Fondazione italiana paralimpica realizzeranno 'Casa Italia Paralimpica' che diverrà il luogo di accoglienza per la delegazione italiana, le istituzioni, giornalisti ed ospiti internazionali. Tale spazio vedrà riservata un'area adeguata alla Fondazione Terzo Pilastro-Italia e Mediterraneo col fine di favorire interazioni tra realtà territoriali italiane, istituzionali e commerciali.

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