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Vertice Alicante, Cirielli: "Italia sia capofila nuova politica per l'Africa"

08 dicembre 2022 | 19.42
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Il viceministro degli Esteri all'Adnkronos: "Dobbiamo diventare un partner privilegiato per l'Africa"

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(Fotogramma)

Domani i riflettori della politica europea saranno puntati su Alicante, in Spagna, dove la premier italiana Giorgia Meloni è attesa per il vertice Euromediterraneo Eu Med-9: l'energia e gli effetti del conflitto in Ucraina saranno il 'piatto forte' del summit ma non mancherà l'occasione per discutere di un altro tema caldo come l'immigrazione. "Sarà un vertice di costruzione", spiega, intervistato dall'Adnkronos, il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, esponente di Fratelli d'Italia. "Dopo il dialogo 'Med' che abbiamo organizzato a Roma, l'idea è quella di dare una spinta forte all'integrazione con l'Africa. L'obiettivo della nostra premier, accompagnata dal ministro degli Esteri Tajani, è quello di fare dell'Italia la capofila di una nuova politica per l'Africa, finalizzata a far crescere quel Continente dal punto di vista economico e culturale".

"Dobbiamo diventare un partner privilegiato per l'Africa, che finora è stata depredata delle sue materie prime senza avere in cambio niente da chi lo ha fatto in passato: mi riferisco alle multinazionali, e ultimamente anche alle mire espansionistiche di Cina e Russia. Invece noi vogliamo offrire uno scambio giusto che non sia una politica né paternalistica né neocolonialista né imperialista", sottolinea Cirielli in vista del vertice di domani. "L'Africa è agganciata in maniera inequivocabile, come destino, all'Europa. L'Italia - rimarca il vice di Tajani alla Farnesina - essendo la punta avanzata dell'Europa nel Mediterraneo deve essere capofila di questa nuova politica per l'Africa".

PRICE CAP - "Paesi dell'area mediterranea come Libia, Algeria ed Egitto sono da sempre grandi produttori di energia. L'Italia, oltre a usufruire di queste risorse, può essere anche un hub per il trasporto e la lavorazione in tutta Europa. Già lo abbiamo fatto con il Tap ma intendiamo lavorare per fare in modo che l'Italia sia una centrale di smistamento e lavorazione delle risorse energetiche" dice Cirielli.

Von der Leyen apre al price cap sul gas? "Ce lo auguriamo: l'Europa deve agire unita contro le speculazioni e gli speculatori. Sia per un fatto etico ma anche per garantire la sicurezza dell'Unione dal punto di vista strategico, per difendere la nostra sovranità. La Russia cerca di speculare su questa situazione anche come arma collaterale della guerra che sta conducendo contro l'Ucraina. Un domani, avendo noi un mercato privilegiato di confronto e di unità con l'Africa, di fatto non avremo neanche bisogno di questi sistemi (il price cap, ndr) che oggi sono solo una risposta a breve termine", osserva l'esponente di Fdi.

ITALIA-FRANCIA - Domani ad Alicante, in occasione del vertice Euromediterraneo, la premier italiana Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron si incroceranno ma fonti dell'Eliseo fanno sapere che non è in programma un bilaterale tra i due e che i nodi con l'Italia non sono ancora sciolti. Dopo le recenti tensioni sui migranti, qual è lo stato delle relazioni con i transalpini? "Dopo le tensioni iniziali i rapporti si sono normalizzati, sia grazie all'intervento del Presidente della Repubblica Mattarella sia grazie alla Germania, che ha svolto un'azione di moderazione quando non ha seguito le intemperanze francesi a seguito dell'equivoco che c'era stato. Premesso questo, sostanzialmente i rapporti con la Francia sono buoni a prescindere dai leader di turno e dai governi che si susseguono", dice all'Adnkronos Edmondo Cirielli.

"Peraltro, nell'ultimo secolo, sono 70 anni che con la Francia siamo alleati in maniera indissolubile nella Nato, siamo tra i Paesi fondatori della Ue. I rapporti - sottolinea l'esponente di Fratelli d'Italia - vanno al di là delle vicende emotive e specifiche che possono capitare. I due popoli sono legati in maniera profonda e nessun governo di turno può cambiare il destino comune che abbiamo con la Francia".

UCRAINA - Il governo continuerà a essere compatto nel sostegno, anche militare, all'Ucraina? "Fratelli d'Italia ha preteso nel patto elettorale questo atteggiamento. La nostra posizione è chiara e lineare a tutela del diritto internazionale e nel rispetto dell'alleanza Nato alla quale l'Italia deve 70 anni di pace e prosperità" dice Cirielli.

"L'Italia - sottolinea Cirielli - è una nazione pacifica e pacifista e non può tollerare che la guerra diventi lo strumento per risolvere le controversie internazionali. Una vittoria della Russia incoraggerebbe altre dittature a risolvere le proprie questioni usando la forza. E questo noi non lo possiamo consentire. Basti pensare a dittature del calibro dell'Iran, che uccidono i loro ragazzi solo perché protestano. Noi siamo al fianco dell'Ucraina anche per fare in modo che i nostri figli e i nostri nipoti vivano in un mondo dove non sia la guerra a determinare i rapporti tra Stati".

"Nessuno - insiste il vice di Tajani alla Farnesina - può cambiare questa linea. Noi ci muoviamo con la Nato e con la Ue e insieme a loro determineremo la nostra linea politica. Nessun alleato di turno può cambiare questo, altrimenti andiamo a casa. Ma non ho motivo di crederlo: lo sanno anche gli altri che tipo è Giorgia Meloni, la quale ha una parola sola. Tajani la pensa esattamente con Meloni. La Lega? In campagna elettorale può aver usato toni diversi ma la sostanza è la stessa. Tutti vogliamo la pace ma tutti sanno che la pace è nelle mani della Russia. Non si sta bombardando Mosca ma si sta bombardando Kiev", conclude Cirielli.

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