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Vertice De Luca-sindaci, Antimafia chiede informazioni alla Procura

23 novembre 2016 | 18.17
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L’Ufficio di presidenza della Commissione parlamentare Antimafia ha esaminato la richiesta avanzata dai gruppi Gal, Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega e Sinistra italiana di avviare un'inchiesta sulla vicenda dell’incontro del Presidente della regione Campania con esponenti della politica locale della stessa regione. Lo rende noto un comunicato della Commissione parlamentare presieduta da Rosy Bindi.

"L’Ufficio di presidenza, all’unanimità, ha incaricato la presidente Bindi di richiedere preventivamente informazioni urgenti alla Procura della Repubblica di Napoli in merito a eventuali indagini in corso, agli atti e ai documenti acquisiti e alla posizione dei soggetti coinvolti, per verificare, in coerenza con il metodo di lavoro da sempre seguito, se vi siano i presupposti legati ai compiti della Commissione Antimafia per l’avvio di un’inchiesta", conclude la nota.

"Per chiarezza - spiega il senatore Franco Mirabelli, capogruppo del Pd nella Commissione Antimafia - nessuno ha chiesto nell'Ufficio di presidenza della Commissione Antimafia la convocazione del governatore De Luca e non c'è nessuna inchiesta aperta dall'Antimafia su di lui. Come sempre, di fronte a una richiesta delle opposizioni di aprire un'indagine, la Commissione all'unanimità ha votato il mandato alla Presidente di verificare l'esistenza di eventuali fascicoli aperti dalla Procura di Napoli. Il resto è propaganda, l'evidente tentativo di strumentalizzare in vista del referendum la vicenda".

"La Commissione bicamerale Antimafia - prosegue - ha la funzione istituzionale di contrastare la criminalità organizzata, non serve per la propaganda politica né può o deve intervenire su vicende che nulla hanno a che fare con il contrasto alle mafie".

"Per questo - sottolinea Mirabelli - in modo del tutto corretto, la Commissione ha oggi deliberato all'unanimità di verificare presso la Procura di Napoli se nella vicenda legata al governatore della Campania Vincenzo De Luca esistano i presupposti per aprire un'indagine".

"Noi - continua - siamo contrari a uno uso strumentale dell'Antimafia, altrimenti avremmo potuto chiedere di aprire un'inchiesta sulle firme false del M5S a Palermo, tanto più che un autorevole componente pentastellato della Bicamerale è coinvolto in quell'inchiesta. Chi applica costantemente la regola dei 2 pesi e delle 2 misure sono i Cinque stelle e Giovanardi, che - conclude - dopo essersi battuto contro l'introduzione del reato di voto di scambio, oggi lo invocava contro De Luca".

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