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"Vi sposeremo con la forza", la minaccia dell'Is alle combattenti peshmerga

05 novembre 2014 | 11.48
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Il colonnello Nahida Ahmad Rashid in un'intervista rivela il contenuto di un ''messaggio'' inviato dai jihadisti. Ma le curde ribattono: "Pronte a morire piuttosto che finire nelle mani dei jihadisti"

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Iberpress - IBERPRESS

I jihadisti dello Stato Islamico (Is) hanno minacciato di sposare con la forza qualsiasi donna che combatte tra le fila dei peshmerga curdi e che verrà catturata nell'ambito degli scontri in corso in Iraq e a Kobane, la città siriana assediata dai miliziani da metà settembre. Lo ha dichiarato il colonnello Nahida Ahmad Rashid, capo del secondo battaglione femminile dei peshmerga, in un'intervista al Daily Mail. La combattente fa riferimento a un ''messaggio'' inviato dai jihadisti nel quale si afferma che ''sposeranno qualsiasi donna peshmerga che riusciranno a catturare''.

Rashid, 47 anni, ha però detto di aver consigliato alle sue combattenti di tenere sempre un proiettile di scorta da usare nel caso in cui venissero catturate. ''Ho detto a tutte le mie soldatesse in prima linea di tenere un proiettile in tasca nel caso in cui venissero catturate. Non voglio che nessuno di loro finisca nelle mani dell'Is'', ha detto. ''La scorsa settimana una delle combattenti del Pkk si è trovata da sola, accerchiata dall'Is dopo che tutte le sue amiche erano state uccise. Si è sparata piuttosto che venire catturata'', racconta. Insieme a Rashid combatte la figlia di dieci anni. ''Ha solo dieci anni, ma vuole diventare una peshmerga - racconta - Vuole vendicarsi sull'Is di tutto quello che hanno fatto ai bambini''.

Secondo Rashid, i jihadisti sono particolarmente preoccupati dal combattere contro una donna in quanto ritengono che se fosse lei a ucciderli non andrebbero in Paradiso. Gli uomini dell'''Is sono veramente ipocriti'', prosegue. ''Pensano che se vengono uccisi dalle donne peshmerga non andranno in Paradiso. Ci vogliono sottomesse, ma hanno paura di noi. Sono dei veri ipocriti'', afferma, spiegando che ''l'unica differenza tra un peshmerga uomo e una donna è nell'arma che usa''. ''Quando il nemico arriva, tu hai un'arma in mano e devi combattere. Se scappi, ti uccidono. Se non combatti, ti uccidono. Devi combattere per sopravvivere'', dice.

Ma se l'Is spera che la minaccia di nozze forzate possa tenere le combattenti peshmerga fuori dai campi di battaglia, si sbaglia, afferma Rashid. ''Per me è una tragedia enorme vedere, nel ventunesimo secolo, che degli esseri umani vengono torturati e decapitati come fa l'Is. Fino a quando morirò, fino all'ultima goccia di sangue, io combatterò contro l'Is'', promette.

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