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Via libera al maialino sardo fuori dall'isola, ma precotto

14 dicembre 2015 | 16.33
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Dopo 1490 giorni di embargo, oltre 4 anni, il maialetto sardo può essere commercializzato liberamente anche oltre i confini sardi. Il via libera è stato formalizzato venerdì pomeriggio dal ministero alla Sanità che ha confermato, come annunciato a ottobre ad Expo dal direttore generale dell’ufficio Sanità animale del ministero alla Salute, Silvio Borrello, la possibilità di poter esportare il porcetto e tutti i prodotti suini trattati termicamente (precotti) a condizione di un accordo di filiera tra gli allevatori, macellatori e trasformatori "volenterosi seri e onesti che rispettano le regole". Volendo in questo modo premiare e dare fiducia all'asse Coldiretti–Assica (l'Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi) che in stretto contatto con allevatori e trasformatori ha lavorato seriamente e assiduamente per assicurare e garantire un prodotto sicuro e genuino.

Precauzioni fondamentali che finalmente rendono possibile lo sdoganamento di questa gustosa carne sotto assedio per la peste suina. "E' una giornata storica per tutta la Sardegna – la definisce il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu - grazie alla collaborazione con Assica, ed al lavoro di squadra con la Regione, abbiamo liberato il maialetto, simbolo dell'agroalimentare sardo e tutti i prodotti derivati termizzati che erano confinati nel perimetro sardo da oltre 4 anni".

LA STORIA DELLA PESTE SUINA. Il primo caso di peste suina in Sardegna viene riscontrato nel 1978. A marzo dell’anno successivo risale il divieto assoluto imposto dalla Comunità Europea di esportare suini vivi, carne fresche e salumi prodotti in Sardegna. L’11 novembre 2011, dopo una breve parentesi nella quale era stata autorizzata l’esportazione delle sole carni macellate e dei salumi, la Comunità Europea ha nuovamente istituito il divieto assoluto di far varcare i confini isolani di qualsiasi prodotto a base di carne suina sarda. Con prorogata di ulteriori quattro anni del divieto di spedizione firmato l’11 ottobre del 2014. LA DEROGA. Il 13 aprile del 2015 il ministero alla Salute e la Regione Sardegna firmano un Protocollo di intesa. Il documento prevede l’invio dei maialini precotti per l'Expo 2015 o la degustazione esclusivamente nell’ambito della manifestazione milanese. Inoltre i lotti eventualmente non consumati all’interno del perimetro della manifestazione, dovranno essere smaltiti in loco o rispediti in Sardegna secondo procedure stabilite. PARTE IL PRIMO PORCETTO. Il 21 aprile 2015, dopo 1248 giorni di embargo, la Coldiretti fa partire dall’aeroporto di Cagliari il primo maialetto termizzato. Primo porcetto fuori Sardegna all'Expo. Il 26 giugno si celebra la festa del procetto in Expo, con degustazione offerta da Coldiretti ai visitatori di tutto il mondo. Solo nel padiglione Coldiretti il porcetto sardo termizzato è stato preparato e servito in tavola a migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo. Porcetto in Carrefour. Il 24 luglio 2015, grazie all’accordo della multinazionale francese con l’azienda la Genuina il porcetto termizzato arriva negli scaffali sardi della Gdo 21 OTTOBRE 2015. Il ministero della Salute ad Expo designa la strada da percorrere per arrivare al via libera (limitato agli allevatori e trasformatori "seri e onesti che rispettano le regole") di esportare il porcetto sardo termizzato, previa costituzione di un accordo di filiera e la dotazione di autocertificazione con veterinari aziendali. 11 DICEMBRE 2015. Arriva l'ufficialità per la commercializzazione del porcetto termizzato oltre i confini sardi.

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