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Imprese: Vicari, cresce numero di start up innovative

27 giugno 2015 | 14.30
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Il sottosegretario allo sviluppo economico al 'Festival del lavoro'

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Sono già 723 le start up innovative costituite nel 2015. Erano 1.464 nel 2014, 949 nel 2013, 511 nel 2012, 307 nel 2011, 176 nel 2010, 30 nel 2009. Sono questi i numeri diffusi dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Simona Vicari, nel corso del 'Festival del lavoro' a Palermo. Parlando di ripresa economica Vicari ha dichiarato: “Il governo sta lavorando per trasformare l’Italia in un Paese veramente capace di attrarre giovani, investendo su innovazione, ricerca, formazione. E' ora di permettere ai giovani di avere la possibilità di fare esperienze all’estero, confrontarsi con metodologie e scenari nuovi e al contempo dare loro la possibilità di tornare, fare tesoro di queste esperienze e metterle a frutto per la nostra crescita".

"Per riuscire in questo obiettivo - ha spiegato - è necessario anche investire sul mondo produttivo mediante politiche volte alla promozione della formazione, della semplificazione normativa e al sostegno finanziario verso le Pmi e i professionisti; è necessario individuare pochi obiettivi pratici e realizzabili per consentire un salto di qualità ai territori, con l’idea di dar vita a dei 'luoghi di innovazione' e luoghi fisici per creare opportunità di sviluppo".

"Recentemente - ha ricordato - l'Ocse ci ha esortato a favorire la crescita d’impresa con un’ulteriore riforma della proprietà intellettuale, un rafforzamento della collaborazione tra imprese e università, e un miglioramento degli incentivi fiscali e del sistema di protezione legale per chi decide di investire il proprio capitale nelle Pmi. Inoltre, esorta il governo italiano a porre più attenzione ad aspetti come lo sviluppo del capitale di rischio, l’innovazione non tecnologica, i legami tra Pmi e imprese straniere, le competenze imprenditoriali e quelle dei lavoratori, la formazione all’impresa in scuole e università".

"L’incremento della competitività del tessuto imprenditoriale nazionale - ha sottolinea il sottosegretario Vicari - passa attraverso una più diffusa consapevolezza sul ruolo dell’innovazione tecnologica nei processi di crescita e di creazione di occupazione e una policy in favore delle startup innovative, e ora anche Pmi innovative, ha fornito un rilevante contributo alla creazione di un ecosistema favorevole all’imprenditorialità innovativa".

"A molte delle esigenze competitive - ha proseguito - ha risposto l’ampio catalogo degli interventi messi in campo dal ministero dello Sviluppo Economico. Per esempio, tra le varie misure adottate, vorrei ricordare quelle su le start-up innovative, un settore che sta letteralmente rivoluzionando il sistema d'impresa. Con il 'Decreto Crescita 2.0', il sistema camerale ha istituito due sezioni speciali del Registro delle imprese dedicate specificamente alle start up innovative e agli incubatori certificati che hanno obbligo di iscrizione e di aggiornamento periodico delle informazioni: scopo di questa infrastruttura è garantire una maggiore trasparenza e accessibilità alle informazioni inerenti la vita e l’attività di queste nuove tipologie di impresa".

"Rendere l’Italia un Paese più ospitale per le nuove imprese innovative, le start up (digitali, industriali, artigianali, sociali, legate al commercio o all’agricoltura, o ad altri settori dell’economia) significa innanzitutto tentare di innescare un’inversione di tendenza in fatto di crescita economica e di occupazione, in particolare giovanile. Ma significa anche spingere affinché il nostro Paese diventi più veloce e dinamico, capace di tornare a scommettere sulle sue energie migliori”, ha concluso.

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