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Archeologia: gira docu-film e scopre resti dell'antica Pescara

29 gennaio 2015 | 14.57
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Mentre gira 'Il Traghettatore' Alessio Consorte si è imbattuto in due aree archeologiche: nella prima una struttura di epoca indefinita a 4 metri di profondità nel fiume Pescara; nella seconda resti dell'antico ponte romano della città di Ostia Aterni

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Frammenti del presunto porticciolo romano sul fiume Pescara - (Foto Alessio Consorte)

Gira un film sulla storia della sua città e si imbatte in due scoperte archeologiche. E' la storia del video-maker pescarese Alessio Consorte che, alla prese con il docu-film 'Il Traghettatore', ha messo a segno alcuni ritrovamenti di particolare interesse che potrebbero svelare elementi poco conosciuti dell'antica Pescara. "La mia città -dice all'Adnkronos Consorte- è da sempre considerata una città moderna, in quanto largamente ricostruita. Ma con le mie scoperte, che ho segnalato ai Carabinieri e alla Soprintendenza, si potrebbe almeno in parte riscrivere il suo passato".

Nel dettaglio, nel corso delle riprese de 'Il Traghettatore', "un docu-film indipendente che descrive la storia di Pescara raccontata esclusivamente dai cittadini comuni e non dai politici, che dovrebbe uscire a metà marzo", Consorte ha individuato due aree archeologiche. "La prima - fa sapere - è una struttura di epoca indefinita di circa 15 metri a 4 metri di profondità nel fiume Pescara, sulla golena nord. La struttura potrebbe essere un antico porticciolo di epoca romana o addirittura italica o, ipotesi più recente, una opera idraulica dell'antica fortezza di Carlo V".

Nella seconda area, invece, ha rinvenuto "l'antico ponte romano a due metri e mezzo di profondità nel fiume di Pescara della città di Ostia Aterni, (nome che nell'epoca romana si usava per indicare l'antica città di Pescara, ndr.), la porta di Roma verso l'Oriente che appunto era sita nell'attuale Pescara Porta Nuova", spiega il regista. "Fino ad ora - sottolinea Consorte- né la Soprintendenza né la politica hanno fornito delle indicazioni su quanto ho scoperto. Bisogna tirar fuori i resti del ponte e verificare tutta l'area archeologica, in modo che quei resti possano costituire la prima opera monumentale storica della città di Pescara".

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