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ViiV Healthcare, ok europeo a farmaco contro Hiv multifarmaco resistente

09 febbraio 2021 | 16.42
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Immagine di repertorio - FOTOGRAMMA

ViiV Healthcare, azienda globale specializzata nell’Hiv a maggioranza GlaxoSmithKline plc (Gsk), in partecipazione con Pfizer Inc. e Shionogi Limited, ha reso noto oggi di aver ottenuto l’autorizzazione europea all’immissione in commercio per fostemsavir 600mg in compresse a rilascio prolungato per l’impiego in combinazione con altre terapie antiretrovirali (Arv) nel trattamento di adulti con infezione da Hiv-1 multifarmaco resistente, per i quali non è altrimenti possibile strutturare un regime antivirale soppressivo.

Fostemsavir - riferisce una nota dell'azienda - è un inibitore dell’attachment primo della sua classe; agisce nella prima fase del ciclo di vita dell’Hiv e dimostra di non avere cross-resistenza ad altre classi di antiretrovirali attualmente autorizzate, offrendo quindi una nuova opzione a questo gruppo di persone con resistenza multifarmaco e a rischio di progressione della malattia e morte. Fostemsavir è stato autorizzato dalla Fda statunitense il 2 luglio 2020, e ulteriori richieste di autorizzazione - informa ViiV Healthcare - sono state presentate in tutto il mondo.

"Negli ultimi decenni - spiega Carlo Federico Perno, direttore di Microbiologia e diagnostica di Immunologia presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma - abbiamo assistito a un miglioramento significativo dei trattamenti per l'Hiv, che hanno reso l'infezione una condizione gestibile per tutta la vita. Tuttavia, per alcuni pazienti con Hiv multiresistente, c'è un urgente bisogno di nuove opzioni di trattamento. Negli studi clinici fostemsavir, in combinazione con altre terapie antiretrovirali, ha dimostrato tassi sostenuti di soppressione virologica e recupero clinicamente significativo delle cellule T Cd4+, offrendoci una nuova opzione tanto attesa per questa specifica comunità di pazienti con Hiv”.

L’autorizzazione europea all’immissione in commercio per fostemsavir è supportata dai dati dello studio cardine di fase III Brighte, che ha valutato la sicurezza e l’efficacia di fostemsavir in combinazione con un trattamento di base ottimizzato (Obt) in adulti con lunga esperienza di trattamento che vivono con Hiv resistente a più farmaci, molti dei quali avevano una malattia in fase avanzata al momento dell’ingresso nello studio. Nella coorte randomizzata, il 60% degli individui che hanno ricevuto fostemsavir in aggiunta ad una terapia Obt selezionata dagli sperimentatori ha raggiunto una carica virale del virus non rilevabile e miglioramenti clinicamente significativi nella conta delle cellule T Cd4+ fino alla settimana 96.

"Ci sono stati grandi passi avanti nel trattamento dell’Hiv negli ultimi decenni, tuttavia - osserva Deborah Waterhouse, Ceo di ViiV Healthcare - rimane ancora un piccolo sottogruppo di persone che vive con l’Hiv multifarmaco resistente che è a rischio di progredire nella malattia". L’ok europeo per fostemsavir "è una pietra miliare significativa poiché risponde ad un bisogno importante ancora insoddisfatto nel trattamento dell’Hiv per coloro che hanno scarse o nulle opzioni rimaste. In ViiV Healthcare, attraverso la nostra ricerca e sviluppo pionieristica, puntiamo a soddisfare le diverse esigenze della comunità Hiv. Non ci fermeremo fino a quando la nostra ricerca non offrirà più modi per trattare e, si spera, un giorno, curare l’Hiv".

Le reazioni avverse insorte con il trattamento più comunemente osservate sono state diarrea (24%), cefalea (17%), nausea (15%), eruzione cutanea (12%), dolore addominale (12%) e vomito (11%). Gli eventi avversi più comuni che hanno portato all'interruzione del trattamento erano associati alle infezioni (3%). La reazione avversa più grave è stata la sindrome infiammatoria da immunoricostituzione.

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