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Fisco: Vincenzo Nibali, il trionfatore al Tour scivola sulle tasse/scheda

22 marzo 2015 | 13.21
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Nato a Messina nel novembre del 1984, per lo 'Squalo dello Stretto', vincitore lo scorso luglio sugli Champs Elysee a Parigi del Tour de France, è il 2010 l’anno della consacrazione

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Vincenzo Nibali (Foto Infophoto) - INFOPHOTO

Dai successi sulle due ruote ai problemi col Fisco. Vincenzo Nibali nasce a Messina nel novembre del 1984 lo 'Squalo dello Stretto', vincitore lo scorso luglio sugli Champs Elysee a Parigi del Tour de France. Una passione quella per il ciclismo trasmessa a Nibali da papà Salvatore, grande appassionato, e poi coltivata davanti alla tv ammirando i primi idoli come Francesco Moser. Il vincitore del Tour 2014 comincia a fare sul serio disputando la prima gara in assoluto al 1° anno da Esordiente, facendosi subito notare, al traguardo è secondo.

Nibali conferma di avere stoffa, ottenendo numerose vittorie, coronate da una medaglia di bronzo a cronometro ai Campionati del Mondo di Zolder nel 2002. Per crescere ciclisticamente tuttavia, è costretto la Sicilia trasferendosi nella sua terra d’adozione, la Toscana, dove correrà con la maglia del Gs Mastromarco tra gli Under 23, sentendosi come in una seconda famiglia. Nel 2003 ottiene sette vittorie, anche in corse internazionali, risultati che gli valgono la convocazione ai Campionati Europei e Mondiali, così come nell’anno successivo, quando oltre a dodici successi, si consacra agli occhi del grande pubblico durante i Mondiali di Verona, ottenendo un terzo posto a cronometro e giungendo quinto nella prova in linea. E’ in questo periodo che nasce il soprannome Squalo dello Stretto, per le sue origini, ma anche per il suo modo di correre, sempre all’attacco.

Il passaggio al ciclismo professionistico arriva nel 2005 con la maglia della Fassa Bortolo di Ferretti. Non arrivano vittorie all’esordio, ma piazzamenti che pesano: il secondo posto in una tappa del Giro di Svizzera, il sesto in una classica come la Milano-Torino e il quarto, ai piedi del podio nella prova a cronometro dei Campionati italiani. I grandi team lo corteggiano e l’anno successivo approda in quella che fino al 2012 rimarrà la sua squadra: la Liquigas.

Con i verde-blu ottiene le sue prime vittorie da professionista, al Gp Plouay e alla Settimana Coppi e Bartali dove conquista una tappa. L’anno successivo Nibali si fa notare con altre vittorie, ma è nel 2008 che oltre a far registrare successi importanti come il Giro del Trentino, dove vince anche una tappa, si mette in evidenza al Giro d’Italia, dove spiccano le sue doti da discesista e al Tour de France, valendogli la convocazione per le Olimpiadi di Pechino. Nel 2009 vince il Gp Camaiore e il Giro dell’Appennino, ma soprattutto chiude settimo al Tour de France, dando battaglia in salita a Contador e ai fratelli Schleck. A causa di una caduta durante l’Eneco Tour che gli provoca una frattura alla clavicola è costretto a rinunciare ai Mondiali di Mendrisio.

È il 2010 l’anno della consacrazione. Comincia bene la stagione con la conquista del Tour de San Luis, dove si aggiudica anche una tappa. Il Giro d’Italia non era nei suoi programmi, ma l’esclusione del compagno di squadra Pellizotti, costringe la squadra a chiamarlo all’ultimo: dopo la cronosquadre della quarta tappa, vinta dal suo team, lo Squalo dello Stretto si tinge di rosa. Sul podio di Cuneo indossa per la prima volta nella sua vita l’ambita maglia, che terrà per tre giorni, perdendola poi a seguito di una caduta. Il Giro gli regalerà però altre gioie come la vittoria di Asolo e il terzo gradino del podio finale.

In vista di una sua partecipazione alla Vuelta, non disputa il Tour ma la continuità di forma prosegue come dimostrano le vittorie al Giro di Slovenia, terza tappa e classifica finale, e al Trofeo Melinda.

In Spagna va senza nascondere ambizioni di classifica, vince lottando sin dalle prime tappe per la maglia rossa, che riesce a conquistare alla quattordicesima tappa e a riprendersi subito dopo averla persa alla sedicesima. Riuscirà a difenderla dagli attacchi degli avversari, Mosquera in particolare, che nonostante la vittoria alla Bola del Mundo, è costretto ad arrendersi a Nibali: sarà lui il giorno successivo a vestire sul podio di Madrid quella maglia e a conquistare per la prima volta nella sua carriera la Vuelta.

Nel 2011 sale di nuovo sul podio del Giro, questa volta è secondo in virtù della squalifica del vincitore Contador. Non riuscirà a ripetersi alla Vuelta; da segnalare un buon ottavo posto alla Liegi. Il 2012 è un anno di cambiamenti, Nibali si sposa e professionalmente, dopo sette stagioni in Liquigas, cambia team e approda all'Astana. La buona forma di Nibali si concretizza nella conquista della Tirreno-Adriatico, dove vince la tappa di Prati di Tivo; la settimana successiva sale sul podio alla Milano-Sanremo, giungendo terzo ed in seguito è secondo alla Liegi.

Non corre il Giro per seguire un programma di avvicinamento all’obiettivo dell’anno: il Tour de France. Chiuderà terzo sul podio di Parigi. Senza gloria per la spedizione azzurra le olimpiadi di Londra. Al ritorno, in agosto, viene ufficializzato il suo passaggio al Team Astana. Lo scorso 28 luglio la vittoria della Grnde Boucle che lo ha portato tra i giganti del ciclismo, con il successo al Tour infatti il messinese iscrive il suo nome assieme a quelli di Anquetil, Merckx, Gimondi, Contador e Hinault, gli unici a riuscire nell'impresa di vincere in carriera Tour, Giro e Vuelta.

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