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Vini, l’andamento del mercato durante la pandemia

16 dicembre 2020 | 18.30
LETTURA: 4 minuti

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(Chieti 16/12/2020)

Chieti 16/12/2020 -Il settore Food&Beverage è uno dei comparti più colpiti dalla crisi provocata dalla diffusione del Covid-19. Gli operatori che fanno parte della filiera, dai fornitori agli esercizi di ristorazione e somministrazione al dettaglio, hanno dovuto far fronte alle ingenti perdite, scaturite non solo dal lockdown nazionale della scorsa primavera ma anche dalle successive misure di contenimento del contagio. In uno scenario di questo tipo, anche il mercato del vino è stato intaccato dal netto calo delle vendite, solo parzialmente controbilanciato dal commercio online.

Il mercato del vino post Covid-19

Come riporta il sito ufficiale della Federvini, “la crisi Covid è arrivata in un contesto di appesantimento giacenze causata dalla supervendemmia 2018. Le aziende hanno tentato di compensare la chiusura dell'horeca con e-commerce e accordi con la gdo”. I dati del Mipaaf inerenti alle giacenze di vini e mosti per l’anno 2020, infatti, evidenziano come “al 31 luglio 2020 erano presenti nelle cantine italiane 44,3 mln di hl di vini e mosti (41,4 mln di hl di vini e 2,9 mln di hl di mosti) in riduzione del 7,7% rispetto alle giacenze 2019 (48 mln di hl di vini e mosti presenti al 31 luglio 2019, di cui 45,2 mln di hl di vino e 2,7 mln di hl di mosti)”. Si tratta principalmente di vini rossi, le cui giacenze superano i 22 milioni di ettolitri (lo scarto più evidente è nelle categorie DOP e IGP) mentre si registra un sostanziale equilibrio per quanto riguarda quelli da tavola, poco oltre la soglia dei 4 milioni di ettolitri. Il report di ottobre, invece, evidenzia un discreto smaltimento delle giacenze, calate a 35,9 milioni di ettolitri (ossia -2,8% rispetto allo stesso periodo del 2019).

Secondo uno studio di settore condotto dall’Università di Padova (“Analisi sull’andamento dei mercati durante e post Covid- 19”), le vendite verso il settore HoReCa, che contano per il 30% in volume dei consumi italiani e per il 50-70% in valore, hanno fatto registrare un forte calo. A fronte di tali perdite, il mercato del vino ha potuto contare su due fattori di segno positivo: la grande distribuzione e le vendite online. È quanto emerge da una ricerca realizzata da IRI per Vinitaly, presentata nel corso della tavola rotonda a Wine2Wine Exibition: “le vendite di vino nella Grande distribuzione” – si legge nella nota stampa del gruppo – “aumentano nel 2020 del 6,9% a valore e del 5,3% a volume rispetto all’anno precedente (dati aggiornati all’8 novembre 2020). La crescita, sospinta dalle vendite eccezionali nel trimestre primaverile del lockdown e dalle chiusure di bar, ristoranti e affini, si è tradotta in una buona performance degli spumanti, dei vini doc e una discreta progressione dei vini da tavola”.

La crescita degli e-commerce di settore

La ricerca IRI sottolinea, inoltre, come “dopo la stabilizzazione del periodo estivo, le vendite di vino hanno ripreso a correre in coincidenza della seconda ondata: +2,8% in ottobre e +6,7% nelle prime due settimane di novembre”. In sostanza, nei periodi in cui le possibilità di andare al bar o al ristorante si sono drasticamente ridotte, il pubblico ha dimostrato di voler rinunciare ad un buon calice di vino, virando sugli acquisti in prima persona. Fisiologicamente, per via delle misure di contenimento del contagio che limitano la mobilità (a seconda dell’andamento della situazione epidemiologica), la clientela si è spesso rivolta a canali di acquisto diversificati, ed in particolare agli e-commerce di settore. Lo shopping online, che ha fatto registrare un sensibile incremento già durante il lockdown primaverile, è diventato un volano efficace per la grande distribuzione e, più in generale, per l’intero settore enologico. Il successo dello shopping digitale è dovuto a diversi fattori, tra i quali spicca di certo la praticità; non va però sottovalutata l’importanza della sicurezza degli acquisti on-line, in quanto consentono di evitare sia spostamenti non strettamente necessari sia occasioni di possibile contatto con estranei.

E-commerce e vini naturali: il caso Green Wine

Come già accennato, anche il mercato enologico ha sviluppato una propria dimensione digitale, grazie alla presenza di portali specializzati che mettono a disposizione di clienti ed appassionati un ampio catalogo. Acquistare online consente un’ampia varietà di scelta tra una vasta gamma di prodotti, anche molto diversi tra loro; alcuni e-commerce, come ad esempio Green Wine, un progetto nato nel 2019, hanno puntato su prodotti biologici e naturali, sfidando i pregiudizi del mercato e ottenendo riscontri molto positivi: “I vini biologici, biodinamici e naturali” – spiegano Silvia e Vittorio di Greenwine.it – “sono soggetti ancora a pregiudizi negativi che non posso essere più sbagliati. La verità non potrebbe essere più diversa: nel corso degli ultimi anni infatti moltissime aziende in Italia si sono convertite al biologico o biodinamico, producendo vini secondo metodi naturali come la fermentazione spontanea e l'assenza di lieviti aggiunti raggiungendo alti livelli di competenza creando di fatto prodotti di grande qualità e di grande bevibilità, sempre apprezzati anche dai meno esperti del settore”.

GREENWINE SRLS

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