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Viola a tavolo Asi: 'Che gioia il pubblico sugli spalti'

14 luglio 2021 | 18.19
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“Tornare a vedere il pubblico sugli spalti è stata una festa sia per i giocatori che per gli spettatori, sia allo stadio che a casa; per noi italiani questo Europeo è stato fantastico non solo per la vittoria della coppa, ma anche per come è arrivato: la cosa più bella è stata trasmettere alla gente che guardava questo spirito di appartenenza, di gruppo. Un po’ quello che ci ha insegnato la pandemia cioè di riconoscerci come comunità in cui ognuno deve essere responsabile dell’altro”. Così ha spiegato Nicolas Viola, lo scorso anno Capitano del Benevento, nel corso di una tavola rotonda organizzata da ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane, l’Ente presieduto dal Sen. Claudio Barbaro) e ospitata sul portale di Adnkronos.

“Lo sport deve trovare il modo di farcela. E’ troppo importante per i nostri giovani. Ma sono fiducioso. L’Italia ha sempre saputo rialzarsi dopo momenti difficoltà: noi siamo quelli che resuscitiamo dopo tante batoste, quelli che non mollano mai, quelli che si uniscono nei momenti di difficoltà. Alla base di tutto c’è la formazione: io vengo da un paesino piccolo della Calabria e sono riuscito con mio fratello a coronare il sogno di tutti che è quello di giocare in serie A; è stata durissima perché abbiamo fatto sacrifici enormi, la formazione ce la siamo dovuta trovare altrove. Io, quindi, come professionista ho il dovere morale di aiutare giovani, insegnare loro quello che hanno insegnato a me e contribuire alla loro crescita. Confronti come questo sono il motore per accendere questo meccanismo”.

“Abbiamo meritato l’Europeo non solo perché abbiamo giocato meglio degli altri, ma anche per come abbiamo interpretato le partite: siamo stati una squadra estremamente propositiva anche a volte azzardando. Siamo riusciti a trasmettere tutto quello che ha di bello questo sport, abbiamo dato una gioia immensa in un momento molto brutto: abbiamo tutti ancora negli occhi le scene dei camion militari che portavano le salme a Ferrara: io giocavo lì perciò l’ho vissuto in prima persona”.

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