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Violenza su 2 ragazzine, arrestato

01 giugno 2019 | 08.28
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Le vittime hanno 11 e 13 anni: una è stata avvicinata mentre tornava a casa da scuola e l'altra nell'androne del palazzo, dove abita. Viminale: "Sarà espulso"

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Immagine di repertorio (Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Hanno 11 e 13 anni le due bambine che hanno subito 'approcci sessuali avanzati' da parte di un pakistano di 29 anni. L'uomo, dipendente del settore agricolo, regolare sul territorio nazionale, è stato arrestato oggi a Viterbo dagli agenti della squadra mobile con l'accusa di violenza sessuale aggravata. Lo ha affermato Gian Fabrizio Moschino, capo della squadra mobile di Viterbo, durante la conferenza stampa in Questura. Le due ragazzine, una italiana e l'altra originaria di un paese dell'Unione europea, sono state avvicinate dal pakistano nel centro storico di Viterbo, una mentre tornava a casa da scuola e l'altra nell'androne del palazzo dove abita. Il capo della squadra mobile di Viterbo Gian Fabrizio Moschino ha spiegato che le due bambine hanno urlato e si sono divincolate liberandosi della presa del pakistano attirando l'attenzione dei genitori e di altre persone. L'interrogatorio di garanzia davanti al gip si terrà entro mercoledì prossimo. L'uomo, nei confronti del quale è stata eseguita una misura cautelare, si trova al momento in carcere a Viterbo.

L'INDAGINE - L'arresto del pakistano è la conclusione di un'articolata indagine condotta dagli agenti della squadra mobile di Viterbo e coordinata dalla procura della stessa città, iniziata ai primi di maggio a seguito di due denunce distinte presentate dai genitori delle due bambine avvicinate e molestate dal 29enne. Il capo della squadra mobile di Viterbo ha spiegato che l'uomo in due diversi frangenti, ha avvicinato le bambine, con la scusa di chiedere informazioni sugli stabili dove le piccole abitavano. A quel punto il pakistano ha iniziato l'approccio sessuale fino a palpeggiare le parti intime delle piccole. Moschino ha detto inoltre che le indagini oltre a essere effettuate con l'acquisizione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona dove sono avvenute le molestie, hanno avuto un notevole apporto dai racconti, in audizione protetta, delle sue piccole vittime. Racconti dettagliati su fisionomia e abbigliamento dell'aggressore tanto che il cerchio si è chiuso con l'individuazione, il riconoscimento da parte delle bambine del loro aggressore e infine con l'arresto dello stesso.

Soddisfazione per l'arresto del 29enne è stata espressa dal questore di Viterbo, Massimo Macera. "Volevo esternare la mia soddisfazione e congratularmi con gli agenti per il lavoro svolto e per aver catturato è assicurato alla giustizia una persona che ha commesso un crimine così meschino", ha detto Macera durante la conferenza stampa in questura. "C'era bisogno di una risposta così efficiente ed immediata in questo momento".

"A Viterbo si sono risolti alcuni dei casi che hanno avuto rilievo mediatico in tempi brevissimi e quando ciò accade significa che c'è un sistema istituzionale che funziona - ha detto all'Adnkronos il procuratore capo di Viterbo Paolo Auriemma -. Trovare gli eventuali responsabili di un reato è un fatto che deve trasmettere sicurezza e non destare allarme". "E lo stesso fatto che sono aumentate le denunce a me sembra il riconoscimento del nostro lavoro: significa che la gente si fida di noi e denuncia reati che prima non denunciava, anche perché pensava che non sarebbero stati risolti", ha aggiunto. Inoltre in merito al provvedimento eseguito il procuratore ha ricordato: "Quello che noi chiamiamo arresto in realtà è una misura cautelare, che è frutto di un'indagine, di un ragionamento e delle scelte degli inquirenti".

VIMINALE, SARA' ESPULSO - "Ha ottenuto la protezione dichiarando di essere omosessuale, ma questa mattina è stato arrestato per violenza sessuale su due ragazzine di nemmeno 14 anni - fa sapere il Viminale -. È la vicenda del pakistano finito in manette a Viterbo: è regolare sul territorio nazionale per decisione del tribunale di Firenze. L'ordinanza a favore del pakistano è del 5 aprile 2017: nel primo semestre di quell'anno il tribunale toscano aveva accolto l'87,5% dei ricorsi di chi non vuole lasciare l'Italia". "È il tribunale - ricorda il Viminale - in cui, ad agosto 2017, è stata istituita la sezione specializzata sull'immigrazione presieduta dalla dottoressa Luciana Breggia, relatrice della sentenza che ha escluso il Viminale dal giudizio sull'iscrizione anagrafica di un immigrato. La dottoressa Breggia è il magistrato che ha partecipato a dibattiti con le Ong, ha presentato un libro contro i respingimenti e i porti chiusi e in un dibattito sul tema ''Migranti alla frontiera dei diritti. Una questione storica - giuridica - culturale'' dell'8 aprile 2019 ha sostenuto che ''nessuno è clandestino sulla terra''. "La commissione territoriale aveva respinto la richiesta di asilo del pakistano, ma l'immigrato aveva fatto ricorso. Tenuto conto della gravità dei fatti, grazie al Decreto Sicurezza - sottolinea il Viminale - verrà richiesta alla Commissione Nazionale la revoca del permesso che comunque scade il 24 luglio 2019. Fatte salve le esigenze cautelari, il pakistano potrà essere espulso".

IL SINDACO DI VITERBO - "Stiamo lavorando molto sul fronte della sicurezza" dice all'Adnkronos Giovanni Arena, sindaco di Viterbo. "Stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, dal rafforzamento del sistema di videosorveglianza alle iniziative di sensibilizzazione su questi temi". "Anche su questo episodio - sottolinea - la risposta delle forze dell'ordine e della magistratura è stata pronta e a loro va il mio ringraziamento". "In consiglio comunale - spiega il sindaco - abbiamo deliberato iniziative in questo senso. Stiamo proseguendo con l'installazione di telecamere in centro come in periferia e al lavoro per il poliziotto e vigile di quartiere per avere una presenza sempre più costante sul territorio delle forze dell'ordine. Continueremo, inoltre, l'opera di sensibilizzazione verso la popolazione per denunciare qualsiasi sopruso in modo che i cittadini siano gli occhi e le orecchie della città. Non si può prevenire tutto ma quello che è in nostro potere lo stiamo facendo e lo continueremo a fare".

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