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La lettera

Violenza su donne, #nonunadimeno chiede di ritirare lo spot Rai

24 novembre 2016 | 18.04
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Fermo immagine dallo spot Rai contro violenza sulle donne

#nonunadimeno chiede il ritiro immediato dello spot Rai per il 25 novembre. "Cara Presidente Monica Maggioni - scrive l'organizzazione - ci rivolgiamo a lei per chiederle il ritiro dello spot Rai, lanciato in occasione del 25 novembre. Questo video è offensivo e dannoso. Utilizza una bambina per dire a lei e alle sue coetanee che le toccherà una delle sorti più dolorose e difficili che possa toccare a una donna. Un destino che le donne in tutto il mondo si battono per vedere scongiurato il più presto possibile".

"La violenza sulle donne - si legge nella lettera inviata alla presidente Maggioni - non è un destino, non è una condanna, non è inevitabile. I Centri Antiviolenza e il movimento delle donne lottano da trent'anni per affermare l'inviolabilità del corpo femminile fin dall'infanzia, per fare in modo che sempre più donne si sottraggano alla violenza e che le generazioni future crescano libere e sicure". "Il vostro spot - si spiega - dà invece per scontato che almeno una bambina da grande sceglierà un uomo violento per marito, che non saprà mettersi in salvo per tempo né chiedere aiuto, che non potrà scegliere la sua vita e il suo destino, che sarà picchiata e finirà in ospedale. Ancora peggio, che questa sarà la sua identità: gli altri faranno l'architetto, la veterinaria, la stilista, ma lei no. Lei sarà soltanto una moglie picchiata". "Siamo alla vigilia della grande manifestazione delle donne contro la violenza maschile #nonunadimeno che sarà aperta a tutti e si terrà il 26 novembre a Roma. Questo impegno - si legge ancora - proseguirà con discussione collettiva e divisa in otto tavoli tematici che si terrà domenica 27 novembre con l'obiettivo di scrivere un Piano nazionale femminista contro la violenza maschile. Noi chiediamo politiche pubbliche di contrasto, educazione, formazione e l'effettivo, stabile finanziamento dei Centri Antiviolenza e dal servizio pubblico pagato con i soldi delle cittadine, dalle donne che dirigono e lavorano in Rai ci aspettiamo consapevolezza e sostegno, non certo questo messaggio diseducativo e francamente oltraggioso".

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