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Virus Cina, primi casi sospetti in Europa

23 gennaio 2020 | 14.50
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Uno a Bari, quattro in Scozia. Test negativi in Francia. Nuova vittima in Cina. Per l'Oms il nuovo coronavirus "si trasmette più facilmente del previsto": "E' presto per dichiarare emergenza globale". Il medico da Wuhan: "Tutto è iniziato così". L'allarme si allarga: isolate altre città. La malattia trasmessa dai serpenti? Intanto Pechino blocca il Capodanno.

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(Afp)

Primi casi sospetti di coronavirus in Europa, tra cui uno a Bari. Ricoverato al Policlinico della città, spiega l'ospedale, si attendono ora gli "esiti degli esami diagnostici per la conferma" dell'avvenuto contagio del paziente. Quattro cittadini cinesi sono invece sotto osservazione in Scozia riporta l'emittente Skynews. Secondo quanto riferito dal professor Jurgen Haas, capo del reparto di malattie infettive dell'Università di Edimburgo, tre casi sono stati riscontrati a Edimburgo, mentre un altro a Glasgow. I pazienti vengono sottoposti a dei test, su nessuno è stata finora confermata la presenza del virus. Tutti e quattro i pazienti hanno viaggiato in Scozia provenienti da Wuhan, la città cinese dove ha avuto origine il virus.

In Francia invece non ci sono al momento casi legati al coronavirus e le due persone sospettate di essere contagiate sono state esaminate ma i test hanno dato risultati negativi. Lo ha affermato la ministra della Salute francese, Agnes Buzyn, facendo il punto con la stampa. Buzyn ha voluto rassicurare dopo l'allarme, partito da una donna cinese originaria di Wuhan, che aveva postato sul sito dell'ambasciata cinese a Parigi "informazioni sui sintomi di febbre e tosse", aggiungendo di essere riuscita a passare i controlli all'aeroporto e a entrare in territorio francese. La ministra ha quindi insistito sul fatto che la Francia è in grado di "avere una diagnosi molto rapida" del virus.

Le autorità del Texas stanno indagando su un possibile caso sospetto di infezione: se confermato, si tratterebbe del secondo sul suolo statunitense. Il caso sospetto è stato individuato nella contea di Brazos, a nordovest di Houston, secondo quanto hanno riferito le autorità locali attraverso Facebook. Il paziente proveniva da Wuhan. L'altra persona che era risultata infettata negli Usa è un uomo sui 30 anni, residente nei pressi di Seattle, che si era presentato spontaneamente alle autorità il 19 gennaio. L'uomo è in fase di guarigione e presto verrà dimesso.

Un cittadino cinese è risultato positivo al test a Singapore. A dare notizia del primo caso certificato sul posto è stato il ministero della Salute di Singapore.

Positiva ai test anche un'infermiera indiana che lavora in un ospedale in Arabia Saudita. "Un centinaio di infermiere indiane, per lo più del Kerala, che lavorano all'Al-Hayat Hospital (nella città saudita di Khamis Mushait) si sono sottoposte ai controlli e solo una è stata contagiata dal coronavirus. L'infermiera contagiata viene assistita all'Aseer National Hospital e si sta riprendendo", ha twittato il sottosegretario agli Esteri indiano V. Muraleedharan. In Arabia Saudita vivono circa 2,6 milioni di indiani.

Contagiati anche due cinesi in Vietnam. Lo riferisce la Bbc. I due, padre e figlio, sono ricoverati in ospedale a Ho Chi Minh City. Il primo a essere contagiato sarebbe stato il padre, rientrato in Vietnam da Wuhan.

Intanto, le autorità sanitarie della provincia di Hebei comunicano che un altro paziente infettato è morto. Si tratta del primo decesso confermato al di fuori della provincia di Hubei, dove si trova Wuhan. Il bilancio ufficiale delle vittime è ora salito a 18 morti.

Il ministero cinese dell'Educazione ha inviato nel frattempo una circolare per sospendere esami e raduni di massa in scuole e università fintanto che durerà l'epidemia di polmonite virale. Al momento gli studenti sono a casa per le vacanze d'inverno e molti non torneranno sui banchi prima di fine febbraio. Ma la circolare impone alle autorità scolastiche di valutare la situazione sanitaria prima di organizzare la ripresa delle lezioni. Scuole e università nelle aree maggiormente colpite dovranno anche impegnarsi per diffondere la consapevolezza sui rischi dell'infezione.

OMS - "E' ancora troppo presto per dichiarare un'emergenza sanitaria globale" ha stabilito l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), al termine della riunione del Comitato di emergenza convocato a Ginevra. "Non facciamo errori. Si tratta di un'emergenza che riguarda la Cina ma non è ancora diventata un'emergenza sanitaria globale". Così il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nella conferenza stampa convocata dall'agenzia. La valutazione del rischio da parte dell'Oms è che "l'epidemia abbia un rischio molto elevato in Cina e un rischio elevato a livello regionale e globale".

L'Organizzazione esorta quindi "a sostenere tutti gli sforzi in corso attraverso una missione multidisciplinare internazionale dell'Oms, che comprenda anche esperti nazionali", sul nuovo coronavirus. La missione avrà tra i suoi obiettivi "il potenziamento della sorveglianza delle infezioni respiratorie acute gravi nelle regioni interessate, il rafforzamento delle misure di contenimento e mitigazione del coronavirus". Inoltre, indagherà sulla "causa di origine animale del nuovo virus; l'entità della trasmissione da persona a persona".

L'Organizzazione mondiale della Sanità "segue la situazione ogni minuto di ogni giorno, a livello nazionale, regionale e globale. Stiamo lavorando per prevenire la trasmissione da uomo a uomo".

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