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Virus Cina, gli Usa offrono aiuto

27 gennaio 2020 | 17.27
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Prima vittima a Pechino, si tratta di un uomo che era stato a Wuhan. L'allarme dal presidente dell'istituto di medicina all'Università di Hong Kong: "44mila casi di contagio". L'epidemia corre, 81 morti. Oms: "Rischio globale elevato". In Vietnam primo contagiato senza essere stato in Cina. Media Cina: "Sviluppato spray protettivo". Primo caso confermato in Sri Lanka

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(Afp)

Prima vittima del nuovo coronavirus a Pechino. Secondo quanto annunciato dalla commissione sanitaria della capitale, si tratta di un uomo di 50 anni che l'8 gennaio scorso era stato a Wuhan, la città focolaio dell'epidemia, e che, al suo ritorno una settimana dopo a Pechino, aveva accusato i sintomi dell'infezione.

Intanto, con un tweet del presidente Donald Trump, gli Usa fanno sapere di portare avanti "strette comunicazioni" con la Cina riguardo all'emergenza. Trump che "pochissimi casi" sono stati registrati negli Usa, ma l'attenzione rimane alta. "Abbiamo offerto alla Cina e al presidente Xi tutto l'aiuto necessario", scrive ancora Trump, sottolineando che gli esperti statunitensi sono "straordinari". Il dipartimento di Stato invita intanto gli americani a "riconsiderare piani per viaggi in Cina a causa del coronavirus identificato per la prima volta a Wuhan". Nel messaggio, che corrisponde al livello tre nella scala di allerta dei travel warning, si avvisa che "alcune aree hanno un rischio maggiore". La scorsa settimana gli Stati Uniti avevano diffuso un travel alert di livello quattro, cioè quello che esorta a "non viaggiare", per l'intera provincia di Hubei di cui Wuhan è il capoluogo.

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