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Virus, "falla nello studio che prova contagi senza sintomi"

04 febbraio 2020 | 16.18
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'Science': "I ricercatori non hanno parlato direttamente con la paziente che ha infettato i quattro tedeschi"

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(AFP)

Potrebbe contenere una 'falla' lo studio pubblicato il 30 gennaio sul 'New England Journal of Medicine' relativo alle prime 4 persone infettate in Germania dal coronavirus. Studio che ha creato scalpore perché sembrava confermare ciò che gli esperti di salute pubblica temevano: chi non presenta sintomi di infezione può comunque contagiare gli altri. Ma emerge ora - riporta il magazine di 'Science' online - che i ricercatori non avrebbero parlato direttamente con la paziente in questione, colei che ha poi trasmesso il virus agli altri pazienti (colleghi di lavoro), prima di pubblicare lo studio. Colpa della fretta e della necessità di mettere a disposizione prima possibile i dati alla comunità scientifica.

Gli scienziati cinesi avevano già suggerito che le persone asintomatiche potrebbero contagiare gli altri, ma non avevano presentato prove chiare. "Non c'è dubbio, dopo aver letto il Nejm, che si sta verificando una trasmissione asintomatica" aveva affermato nei giorni scorsi Anthony Fauci, direttore dell'Istituto nazionale americano per le malattie infettive, uno dei maggiori esperti al mondo.

Si scopre ora, però, tramite una lettera del Robert Koch Institute al 'New England Journal of Medicine', il nodo della questione: lo studio si sarebbe basato su informazioni ottenute non parlando direttamente con la donna d'affari di Shanghai che si era recata in visita in un'azienda vicino a Monaco il 20 e 21 gennaio, dove ha avuto un incontro con 4 persone, poi contagiate. Ci si è limitati a riportare quanto riferito proprio da questi 4 uomini: sono loro ad aver detto che la donna non aveva sintomi di malessere.

Michael Hoelscher del Ludwig Maximilian University of Munich Medical Center, fra gli autori dello studio, ammette di essersi basato solo sulle informazioni degli altri 4 pazienti: "Ci hanno detto che la donna cinese non sembrava avere alcun sintomo". Successivamente, gli esperti hanno parlato con la paziente di Shanghai al telefono e si è scoperto che aveva invece avuto dei sintomi mentre si trovava in Germania.

Secondo fonti che sarebbero a conoscenza dei dettagli della chiamata, la donna avrebbe riferito di essersi sentita stanca, di avere dolori muscolari e di aver assunto paracetamolo. "Ho chiesto all'Autorità bavarese per la salute e la sicurezza alimentare se le informazioni di quella conversazione telefonica richiedessero una correzione dello studio e mi è stato risposto di no" replica Hoelscher.

Ma per Marc Lipsitch, epidemiologo di Harvard (Usa) - non coinvolto nello studio - non aver parlato con la persona coinvolto rappresenta un aspetto problematico: "Col senno di poi, sembra una scelta sbagliata - afferma -. Anche se in un contesto di emergenza, spesso non è possibile parlare con tutte le persone. Suppongo che si sia trattato di fretta, piuttosto che di negligenza". L'Agenzia di sanità pubblica della Svezia ha reagito in modo meno bonario: "Le fonti che affermavano che il coronavirus sarebbe in grado di infettare durante il periodo di incubazione mancano di supporto scientifico" afferma un documento che l'agenzia ha pubblicato sul sito, specificando che "ciò vale per un articolo su Nejm che ha successivamente dimostrato di contenere gravi difetti ed errori".

Uno degli autori dello studio messo in discussione concorda sul fatto che il testo avrebbe dovuto essere più chiaro sull'origine delle informazioni sulla salute della donna: "Se lo stessi scrivendo oggi, mi comporterei diversamente" dice. La necessità di condividere le informazioni il più rapidamente possibile, insieme alla spinta di Nejm a pubblicare lo studio in anticipo, ha creato molta pressione, spiega.

Il fatto che lo studio contenga informazioni errate non significa però che la trasmissione da parte di persone asintomatiche non possa mai avvenire. Ne è ancora convinto Fauci. "Stasera ho telefonato a uno dei miei colleghi in Cina - ha affermato - uno scienziato molto rispettato. Ha detto che è convinto che possa avvenire anche un'infezione da paziente asintomatico e che alcune persone senza segni di malattia stanno trasmettendo infezione".

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, anche se questo stesse realmente avvenendo, la trasmissione asintomatica probabilmente gioca un ruolo minore nell'epidemia in generale. Questo perché le persone che tossiscono o starnutiscono hanno maggiori probabilità di diffondere il virus, ha scritto la stessa Oms. E a breve si avranno a disposizione dati più approfonditi e attendibili.

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