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Coronavirus, Fontana: "Se degenera, possibile Milano come Wuhan"

23 febbraio 2020 | 16.22
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Il governatore della Lombardia: "Si può pensare a iniziative di questo genere e anche più drastiche, ma adesso le condizioni non ci sono"

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Foto Fotogramma

Milano come Wuhan? "Se la situazione dovesse degenerare si può pensare a iniziative di questo genere, se ciò dovesse avvenire ne dovremmo prendere atto, adesso le condizioni non ci sono". Così il governatore della Lombardia Attilio Fontana replica alla giornalista Lucia Annunziata che gli chiede se il capoluogo lombardo rischia di fare la fine della città cinese, uno dei focolai del Coronavirus. Se dovesse scattare la necessità di una fase due su Milano, Fontana sarebbe pronto a "iniziative ancora più drastiche e vigorose".

"Non pensiamo di isolare la città anche perché sarebbe qualcosa di impensabile", precisa Fontana, ospite della trasmissione televisiva 'Mezz'ora in più'. Le mosse del governatore sono state diverse nelle ultime ore: "Chiudere le scuole, sospendere le lezioni delle università, sospendere i grandi eventi pubblici e stiamo cercando di monitorare uno per uno tutte le persone che risultano contagiate. Abbiamo a che fare con una comunità di persone serie e consapevoli", conclude.

Secondo Fontana, una delle risposte possibili al motivo dei numerosi contagi in Lombardia è che due-tre settimane fa "sono finite le feste del capodanno cinese e quindi un notevole numero di cittadini italiani di origini cinesi è tornato. E' un'ipotesi, una supposizione".

"Un'altra cosa strana è perché nel lodigiano si sia sviluppata con tanta virulenza l'epidemia", ha aggiunto Fontana sottolineando che "tutti gli episodi della regione "hanno a che fare con il lodigiano. Da un punto di vista questo è un vantaggio perché riusciamo a tenere sotto controllo il focolaio".

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