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Virus, 'globetrotter' britannico è super untore

11 febbraio 2020 | 12.38
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Secondo la ricostruzione dei suoi movimenti, potrebbe aver infettato 11 persone provenienti da 3 diversi Paesi. L'uomo è completamente guarito

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(Afp)

Il nuovo coronavirus viaggia a bordo dei 'globetrotter'. E' così che un 53enne britannico in tour per affari si è trasformato in un 'super untore'. Secondo la ricostruzione dei suoi movimenti, potrebbe aver infettato 11 persone provenienti da 3 diversi Paesi. L'uomo, che è completamente guarito, si è contagiato durante il suo viaggio di lavoro: aveva fatto tappa a Singapore per una conferenza di vendita dal 20 al 22 gennaio, secondo quanto riporta 'The Guardian'. A quell'evento hanno partecipato più di 100 persone e uno di loro era di Wuhan, la megalopoli cinese epicentro dell'epidemia di nuovo coronavirus. Per questo i funzionari che si sono occupati del caso del businessman ritengono che proprio in tale occasione l'uomo sia incappato nel 2019-nCoV.

Non sapendo di aver contratto il virus, l'uomo ha viaggiato da Singapore diretto a una stazione sciistica francese, dove è rimasto con la sua famiglia dal 24 al 28 gennaio. Nel resort in cui ha soggiornato si ritiene che il paziente abbia trasmesso il virus ad altri 11 contatti. Tra loro, 5 persone risultate positive al virus in Francia, 4 positive al virus nel Regno Unito e una risultata positiva al virus in Spagna. L'insolitamente alto numero di casi di coronavirus collegati al britannico sembra configurarlo come un 'super untore', se paragonato al dato rilevato dagli studi scientifici sull'agente patogeno, secondo i quali le persone infette diffondono il virus in media ad altre due persone o poco più. Secondo quanto riporta 'Livescience' online i funzionari stanno tuttora continuando a rintracciare le persone che hanno avuto contatti con lui, per esempio le persone che erano sul suo volo di ritorno verso il Regno Unito.

L'uomo è completamente guarito ma rimane ricoverato "per precauzione" in ospedale a Londra, dove è stato trasferito giovedì scorso. Oggi ha firmato una dichiarazione in cui spiega che, al suo ritorno da Singapore e poi dalle Alpi in Francia, con un volo da Ginevra, si è presentato in un primo ospedale, dove è rimasto in isolamento, pur non avendo i sintomi, e poi è stato dimesso.

"Mi è stato chiesto di rimanere a casa in isolamento volontario. Quando la diagnosi è stata confermata sono tornato in ospedale, in un reparto di isolamento, dove rimango per precauzione". "Io sono completamente guarito ma i miei pensieri vanno a chi si è ammalato. Appena ho scoperto di essere entrato in contatto con un caso conclamato di coronavirus ho contattato il mio medico di base, il National Health Service, e il dipartimento di sanità pubblica inglese", ha scritto, precisando che anche i suoi familiari rimangono ricoverati per precauzione.

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