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Virus, studente rimpatriato da Wuhan: "Stiamo bene"

03 febbraio 2020 | 15.15
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Il 22enne è tra i 56 connazionali arrivati alla Cecchignola per i 14 giorni di isolamento. Negativo test su irlandese ricoverato domenica allo Spallanzani. Oltre 360 morti, Pechino chiede aiuto. Centinaia di pazienti dimessi. Oms: nessun contagio in nuovi Paesi. Ecco il vademecum anti-bufala. La foto del virus

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(AFP)

"Arrivato, sto bene". Così Lorenzo Di Berardino, studente 22enne di Pescara tra i 56 rimpatriati da Wuhan, città dove è partito il focolaio del coronavirus, ha tranquillizzato i suoi genitori, Giulio e Alessandra, arrivati in mattinata davanti al 'Centro Sportivo Olimpico Esercito' alla Cecchignola per poter vedere l’arrivo dei pullman da Pratica di Mare ai locali allestiti nella cittadella militare, dove gli italiani trascorreranno 14 giorni di isolamento. I finestrini del mezzo erano schermati e non hanno potuto salutarlo. Ma "ci ha detto che sta bene sia lui che gli altri connazionali - hanno raccontato i genitori -. Lui non ha avuto paura, anzi ci tranquillizzava e diceva che si stava facendo un eccessivo allarmismo".

"Stiamo aspettando di sapere se possiamo rivederlo, anche se per poco e con tutte le misure precauzionali" hanno aggiunto. "Forse nei prossimi giorni potremo vederlo da alcune vetrate - sottolineano - per il momento non è possibile". Ora "siamo sollevati, ringraziamo le autorità che hanno messo in campo questa macchina organizzativa che si è mossa e ha riportato qui i nostri cari".

''Lorenzo era a Wuhan dal primo settembre, ha frequentato l'università e per lui il periodo natalizio è stato un periodo di esami. In questi ultimi giorni erano chiusi con gli altri studenti in camera per precauzione" hanno raccontato i genitori del 22enne.

"Non c'era un obbligo a rimanere in camera, ma hanno ritenuto prudente farlo - spiegano Giulio e Alessandra - l'Università ha messo a disposizione una mensa per gli studenti fuori sede rimasti nel campus". E Lorenzo tornerà nel Paese Asiatico, secondo quanto raccontano i suoi genitori: "Prima di partire ha postato su un social una foto dicendo che vuole ritornare in Cina".

RESIDENTI - "Nessuna preoccupazione". Parola degli abitanti del quartiere intorno alla cittadella militare della Cecchignola. Nelle vie limitrofe ai cancelli del 'Centro Sportivo Olimpico dell'Esercito', dove i due pullman con gli italiani sbarcati hanno fatto ingresso, si respira aria di tranquillità. "Non sono affatto preoccupata" dice all'Adnkronos una signora che porta a spasso il cane. "Perché dovrei? Sono nella caserma, non possono uscire - continua - tra l'altro stanno bene, non hanno sintomi".

Il coronavirus fa meno paura dopo i risultati ottenuti allo Spallanzani: "E poi è il virus è già stato isolato. Io non mi preoccupo, secondo me ci sono più morti negli incidenti del sabato sera".

Ragazzini e curiosi passano davanti all'ingresso del Centro Sportivo, presidiato da militari e forze dell'ordine. Complice la presenza di giornalisti e telecamere, qualcuno si attarda a guardare. E anche i più titubanti mostrano segni di fiducia e ottimismo: "Un po' preoccupata lo sono, per i miei figli" dice una signora, sentendosi rassicurata però dal fatto che i 56 rimpatriati dovranno stare nelle aree delimitate e non potranno uscire nel periodo di sorveglianza sanitaria. "A casa ho le mascherine, non le ho ancora usate ma non si sa mai, nel caso dovessero servire.... sono pronte".

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