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Visco: "No pressioni da Boschi"

19 dicembre 2017 | 11.58
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(Fotogramma)

“Non risposi quando, al terzo incontro che ho avuto con Renzi, questo mi chiese perché la Popolare di Vicenza si voleva comprare Banca Etruria”. Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, rispondendo al presidente della Commissione di inchiesta sulle banche, Pier Ferdinando Casini. Al terzo incontro, avvenuto ad aprile secondo quanto ricostruito da Visco, “erano presenti Padoan e Delrio. Renzi mi espresse preoccupazione sul settore dell'oro dell'aretino. Pensavo fosse una battuta”, ha precisato Visco.

BOSCHI - “Pressioni dalla Boschi su Etruria? No - ha risposto ancora il governatore - C'era un legittimo interesse dell'allora ministro su una questione che interessava il territorio. Ne parlò con Panetta, ma lui non disse nulla perché non si parlava delle questioni della Vigilanza, che sono riservate”. “Da Boschi - ha aggiunto - venne espresso dispiacere e preoccupazione sulle ripercussioni che l'acquisizione della banca poteva avere sul territorio”.

Dunque, ha puntualizzato nuovamente, "non c'è stata insistenza" da parte del governo su Banca Etruria. "Ho avuto una richiesta del premier che mi è sembrata divertente, sugli orafi. Niente di più. Poi ci sono stati i due incontri di Boschi con Panetta". Soprattutto, "nessuno ha chiesto niente da fare". Il governatore ha poi spiegato di aver "avuto pienissimi rapporti di collaborazione con Berlusconi, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni. Nei miei colloqui mai uno screzio, sempre ampia condivisione e rapidità di comprensione, anche se con valutazioni diverse, non solo con Renzi, su come affrontare certe situazioni".

Visco ha affrontato a 360 gradi la questione della gestione e della vigilanza sul sistema bancario.

"MAI DETTO CHE ANDAVA TUTTO BENE" - La Banca d'Italia, ha affermato Visco, aveva avvertito che il sistema creditizio “stava subendo i contraccolpi di due forti recessioni in tre anni e che la qualità del credito stava peggiorando”. Non è quindi “vero che avrebbe sempre detto che andava tutto bene, sottovalutando la situazione”.

"MALA GESTIO" - “La mala gestio di alcune banche, comunque, c’è stata - ha evidenziato il governatore - e l’abbiamo più volte sottolineato; le gravissime condizioni dell’economia hanno fatto esplodere le situazioni patologiche". "La gestione tanto dei casi di difficoltà quanto degli episodi di crisi è stata portata avanti in un quadro regolamentare che andava mutando drasticamente, sia sul fronte della vigilanza sia su quello della risoluzione delle crisi bancarie”, ha rilevato Visco. Secondo il governatore, “numerose scelte tecniche assunte in sede europea sono state condizionate dall’orientamento di Paesi che erano intervenuti massicciamente con fondi pubblici per sostenere sistemi bancari duramente colpiti dalla crisi finanziaria globale. In un contesto macroeconomico particolarmente sfavorevole, queste scelte non hanno giovato alla rapidità e all’efficacia della gestione delle crisi bancarie nel nostro Paese”.

"MAI PRESSIONI PER FAVORIRE BPVI" - Inoltre, ha scandito il governatore, la Banca d’Italia "non ha mai fatto pressioni su nessuno per favorire la Banca Popolare di Vicenza o sollecitarne un intervento".

“Non ho mai fatto pressioni, né date indicazioni - ha ribadito - Abbiamo solo recepito l'interesse” di Banca Popolare di Vicenza su Banca Etruria. “Dopo la mia richiesta di cercare un partner adeguato per l'aggregazione, ne erano stati trovati due, di cui uno di queste - ha ricordato Visco - era Banca Etruria. Questo è stato formalmente comunicato alla Vigilanza”.

RENZI - "Ringrazio molto il governatore Visco per le parole di apprezzamento che ha rivolto al mio governo nella sua audizione di questa mattina. Confermo che abbiamo sempre avuto la massima collaborazione istituzionale, anche quando non eravamo d'accordo su tutto nel merito" ha detto l'ex premier e segretario del Pd, Matteo Renzi.

"Mi fa piacere che egli finalmente fughi ogni dubbio sul comportamento dei ministri - ha aggiunto Renzi - Nessuno di loro ha mai svolto pressioni ma solo legittimi interessamenti legati al proprio territorio: attività istituzionalmente ineccepibile svolta anche da amministratori regionali di ogni colore politico". "Ringrazio dunque il governatore Visco che mette la parola fine a settimane di speculazione mediatica e di linciaggio verbale verso esponenti del mio governo" ha affermato il leader Pd.

"Confermo anche che il nostro interesse per Etruria - ha rimarcato - era decisamente minore rispetto ad altri gravi problemi del sistema del credito e il tempo che abbiamo impiegato a informarci di questo lo conferma: decisamente più rilevante è stato il lavoro congiunto su altri dossier, a cominciare da quello di Atlante".

DI MAIO - Ma il M5S va all'attacco. "Visco svela le pressioni di Renzi su Banca Etruria. Per uno scandalo di questa portata un vero partito democratico avrebbe già mandato a casa il suo segretario. Come fa il PD a subire in silenzio questa violenza istituzionale? Fino a quando, dunque, abuserete della nostra pazienza?" scrive in un tweet il candidato premier del M5S, Luigi Di Maio.

Di Maio interviene anche su Facebook. "Si fa sempre più chiaro un quadro di indebite pressioni sulla vigilanza bancaria da parte di quel giglio magico che controlla tuttora il Partito Democratico - si legge nel post - La principale preoccupazione del duo Renzi-Boschi non era risolvere i tanti e gravi problemi del Paese, ma proteggere Arezzo e la banca amministrata da Pier Luigi Boschi". Secondo Di Maio, oggi, dall'audizione di Visco, è arrivata "la conferma che anche l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi usò la sua posizione per interferire nella vicenda Banca Etruria".

"Fino a quando, dunque, abuserete della nostra pazienza? - incalza Di Maio, dopo il primo affondo su Twitter - E fino a quando un Partito che si fa chiamare Democratico sopporterà questa vera e propria violenza istituzionale da parte del suo segretario? Il Pd dimostri un minimo di orgoglio, prima che Renzi e i suoi fedelissimi ne distruggano definitivamente la credibilità".

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