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Taglio vitalizi, bocciato ricorso

08 luglio 2019 | 18.04
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La decisione della Cassazione. Di Maio: "Via 280 milioni di privilegi"

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"Vi ricordate il taglio dei vitalizi degli ex parlamentari che abbiamo fatto nei mesi scorsi? Qualcuno ha fatto ricorso per conservare il privilegio che percepiva ingiustamente da anni. Ma oggi è arrivata una bellissima notizia: la Cassazione ha bocciato il ricorso!". Lo scrive Luigi Di Maio su Fb. "Perché sui vitalizi e sulle indennità parlamentari decidono solo gli organi dell’autodichia, a garanzia dell’autonomia del Parlamento. E gli Uffici di Presidenza delle Camere, anche grazie ai nostri portavoce, hanno deciso di tagliare questi privilegi assolutamente iniqui. Con l’eliminazione dei vitalizi sapete quanto andremo a risparmiare? Circa 280 milioni, tra Camera e Senato, a legislatura. Soldi che invece di finire nelle tasche di pochi privilegiati potranno essere usati a favore degli italiani", conclude Di Maio.

"Il superamento dei vitalizi è una misura importante di cui vado orgoglioso" scrive su Twitter il presidente della Camera, Roberto Fico. "L’ordinanza emessa dalla Cassazione - dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro - ribadisce l’autonomia delle Camere e stabilisce che il Parlamento è l’organo legittimato a determinare il taglio dei vitalizi secondo il principio dell’autodichia. Ci dicevano che sarebbe stato impossibile ma ancora una volta i fatti ci danno ragione. I vitalizi furono introdotti poco prima di Natale del 1954, di notte, con una delibera approvata in gran segreto dall’Ufficio di Presidenza della Camera. Oggi, 65 anni dopo, con lo stesso strumento e alla luce del sole, li abbiamo cancellati". Fraccaro si augura "che, dopo questo pronunciamento della Suprema Corte, non ci siano altri tentativi di ritorno al passato per ripristinare insopportabili ingiustizie sociali che i cittadini non sono più disposti a tollerare. A nessun livello. Dopo il taglio dei vitalizi alla Camera e al Senato, la stessa misura si sta infatti adottando in tutti i consigli regionali d’Italia, un risultato storico per il nostro Paese".

Paolo Armaroli, come il mugnaio di Potsdam che confidava nel giudice di Berlino, confida nei giudici della Corte Costituzionale. Già parlamentare di An, docente di diritto pubblico, vede nell'ordinanza della Cassazione "un bicchiere mezzo pieno". E il motivo è presto detto. "E' vero - afferma il giurista all'Adnkronos - che viene ribadito il principio dell'autodichia delle Camere, in base al quale Camera e Senato sono giudici legittimati in materia" ma se "sono giudici, e non un plotone di esecuzione al quale farebbero pensare le parole del vicepremier Luigi Di Maio che in tv aveva detto 'rassegnatevi' ai titolari di vitalizi, allora qualsiasi ricorrente potrà adire la Corte Costituzionale in via incidentale". All'osservazione che la normativa si basa su documenti degli Uffici di Presidenza interni delle Camere, e non su una legge, Armaroli non si scompone: "Infatti: si tratterà di individuare, grazie a bravi avvocati che sono già al lavoro, la norma interposta su cui si basano le regole dei vitalizi. Insomma, se ci sono giudici a Montecitorio e al Senato, ben ci saranno - conclude - dei giudici alla Corte Costituzionale".

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