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Moda: Vivienne Westwood aderisce a campagna 'No Ttip'

16 settembre 2015 | 14.57
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Sempre molto attiva nelle battaglie ecologiche per denunciare gli effetti del cambiamento climatico e dell’eccessivo consumismo, ora Vivienne Westwood aderisce alla campagna #NoTtip, per dire no al Partenariato Transatlantico per il commercio e gli investimenti, l'accordo commerciale di libero scambio in corso di negoziazione tra gli Stati Uniti e l’Europa.

“Il Ttip è un accordo che darà ai potenti un potere sconfinato, persino maggiore di quello degli stessi governi - dichiara Vivienne Westwood - È un accordo contro le persone che mira a incrementare i profitti per pochi, senza tener conto dell’interesse comune. È una mancanza di rispetto non solo verso le persone, ma anche verso il nostro stesso pianeta”.

Il movimento Climate Revolution di Vivienne Westwood unisce così le sue forze a quelle di War On Want, associazione che lotta in difesa della giustizia e dei diritti umani, e di Lush, il marchio di cosmetici naturali per il quale la stilista ha disegnato una speciale confezione per uno dei prodotti (Dirty Deal Showder) in vendita dal 18 settembre al 1 ottobre in 276 negozi Lush di 14 Paesi d’Europa e i cui i profitti finanzieranno piccole associazione in Europa che lottano contro il Ttip.

Questa è la seconda campagna che Vivienne Westwood conduce con Lush. Nel 2013, aveva disegnato un furoshiki i cui ricavati sono stati devoluti a supporto di associazioni benefiche e attività anti-fracking. La Westwood ha sempre usato le sue collezioni e le sue sfilate come una vetrina per mostrare il suo attivismo, comunicando gli effetti del cambiamento climatico e dell’eccessivo consumismo attirando l’attenzione internazionale sulle battaglie ecologiche.

“E’ una guerra per l’esistenza della razza umana e del pianeta - dichiara la stilista - L’arma più importante che abbiamo è l’opinione pubblica: andare nelle gallerie d’arte, iniziare a comprendere il mondo in cui viviamo. Sei un combattente per la libertà non appena inizi a farlo.”

Vivienne è membro del consiglio di amministrazione dell’associazione per i diritti umani Liberty e recentemente è stata nominata Patron of Reprieve. Il suo impegno va dalle campagne per la liberazione dell'attivista per i diritti dei nativi americani Leonard Peltier al sostegno ad Amnesty International, Cool Earth e Justice Foundation and Friends of the Earth. E' anche ambasciatrice di Greenpeace.

Vivienne ha lavorato con la United Nations Environmental Protection Agency per ristabilire la frammentata foresta in Europa e ha anche supportato l’International Trade Centre, parte delle Nazioni Unite, e dal 2011 produce le sue borse attraverso la Ethical Fashion Initiative.

Il programma supporta il lavoro di migliaia di donne di comunità marginali africane ed educa costruttori e artigiani a inserirsi nella filiera internazionale, aiutando alcune delle persone più povere al mondo. Le collezioni sono create utilizzando materiali riciclati e il ricavato aiuta a bloccare la deforestazione dell’area.

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