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Volvo, dopo 2019 record pensa a fusione con Geely

10 febbraio 2020 | 16.41
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Nascerebbe un gruppo da oltre 2 mln di unità, ma le identità dei brand resterebbero distinte. Per il marchio svedese nel 2019 utili per 14,3 miliardi di corone

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Mentre la fusione fra Fca e Psa procede in attesa di un via libera delle autorità di regolazione, una nuova maxi-operazione di consolidamento si profila nel settore automobilistico. Infatti, dopo un 2019 che ha segnato un nuovo record di vendite - con oltre 700.000 vetture a livello globale - Volvo Cars ha annunciato di stare valutando una fusione con la cinese Geely Automobile "per creare un gruppo forte con operatività globale in grado di accelerare le sinergie finanziarie e tecnologiche" fra "due aziende già molto solide" e che peraltro condividono lo stesso azionista di riferimento, Li Shufu, presidente di Geely e del Zhejiang Geely Holding Group, che nel 2010 ha acquistato la casa svedese da Ford.

L'operazione - secondo quanto affermato a Stoccolma da un portavoce di Volvo - potrebbe essere chiusa già entro l'anno. In una nota la casa sottolinea come la società ipotizzata "avrebbe le dimensioni, le conoscenze e le risorse ideali per guidare la trasformazione già in atto del settore automobilistico". La nuova società - che avrebbe una produzione totale superiore alle 2 milioni di unità - dovrebbe essere quotata sia a Hong Kong che a Stoccolma (dove in un recente passato Volvo Cars aveva valutato una Ipo, poi abortita).

Volvo Cars e Geely - si spiega - "avvieranno un gruppo di lavoro congiunto che si occuperà di elaborare una proposta da presentare ai rispettivi Consigli di Amministrazione". Commentando l'operazione Li Shafu parla di una "opportunità che ha l’obiettivo di rafforzare le sinergie con il Gruppo, pur conservando il vantaggio competitivo e preservando l’integrità di ogni singolo brand".

Infatti, Volvo spiega come la nuova società "manterrebbe comunque distinta e inalterata l’identità di ciascuno dei marchi interessati, ovvero Volvo, Geely, Lynk & Co. e Polestar".

Di sicuro a questa possibile fusione Volvo si presenta con fondamentali economici assolutamente positivi, visto che nell’esercizio 2019 ha registrato un incremento dello 0,8% annuo del risultato operativo, a 14,3 miliardi di corone (1,35 miliardi di euro) su ricavi per 274,1 miliardi di corone, in aumento dell’8,5% rispetto al 2018.

Il flusso di cassa è più che raddoppiato rispetto al 2018, attestandosi a 11,6 miliardi di corone. A trainare il risultato l'andamento sul mercato cinese dove Volvo Cars ha venduto 154.961 vetture nel 2019 (+18,7%).

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