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Web: in libreria la storia di Enea Trevisan e di Ealixir

18 marzo 2020 | 10.51
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ROMA 18 marzo 2020 - È uscito qualche giorno fa “Volevo Essere Nessuno” (Mondadori) il libro che racconta l’incredibile avventura umana e professionale di Enea Trevisan, ovvero il fondatore di Ealixir, azienda italiana leader nella tutela dell’identità digitale online prossima alla quotazione in borsa al Nasdaq di New York.

Scritto dallo stesso Trevisan e dallo sceneggiatore e autore televisivo Francesco Francio Mazza, il libro è anche un saggio che riflette su alcuni temi fondamentali per il futuro del web, primo tra tutti il cosiddetto diritto all’oblio.

Dottor Trevisan, che cos’è il diritto all’oblio applicato al web?

“Si tratta di un diritto di tutti i cittadini europei, sancito da una sentenza della Corte di Giustizia del 2014. Ogni individuo ha diritto a chiedere la rimozione di un link online che riporti una notizia o un’informazione obsoleta o non più attuale sul proprio conto. Si tratta di un diritto inalienabile.”

Come si stabilisce il lasso di tempo passato il quale una notizia non è più d’attualità?

“Non esiste un tempo predeterminato. Dipende dal tipo di notizia, dal mestiere e dalla posizione della persona coinvolta o, in caso di reati, da che tipo di reato si tratta. Per alcuni reati molto gravi, penso ad esempio all’associazione mafiosa o alla pedofilia, il diritto all’oblio non è, o meglio a mio parere non dovrebbe mai essere riconosciuto, e infatti la nostra azienda non tratta casi di questo tipo.”

C’entrano anche le fake news?

“E’ la grande domande che noi di Ealixir poniamo alle Istituzioni europee e internazionali. Se la Corte di Giustizia ha stabilito che è responsabilità diretta di Google cancellare link e contenuti che riportano informazioni obsolete, non si capisce perché la multinazionale americana non sia direttamente responsabile anche di quelli falsi o lesivi della dignità delle persone, come i revenge porn.”

Ealixir nasce a causa di una vicenda personale che ha dell’incredibile, ben raccontata nel libro.

“A causa di un link online contenente un’informazione poi ritenuta da un giudice come meritevole di oblio, la mia attività professionale venne letteralmente rasa al suolo e la mia vita rovinata. Fortunatamente, sono riuscito a trasformare una vicenda che rischiava di essere tragica in una “provvida sventura”: Ealixir oggi è un’azienda leader mondiale non solo per quanto riguarda il diritto all’oblio ma anche nella tutela dell’identità digitale”.

Tra i vari settori di attività di Ealixir, stupisce quello relativo alla tutela di chi finisce segnalato su World Check, un controverso sistema di schedatura online degli individui utilizzato da banche e istituti finanziari di tutto il mondo, che in passato ha suscitato preoccupazione in seno all’Unione Europea. Quali altre riforme sono secondo lei necessarie per regolamentare il web?

“Allo stato attuale, il web mi ricorda molto il far west americano della seconda metà dell’Ottocento. La colonizzazione era avvenuta, c’erano le infrastrutture e le grandi compagnie che facevano un mucchio di soldi: ma gli individui non erano tutelati e a farne le spese erano sempre i più deboli, a cominciare dalle donne e dai bambini. Con il web oggi avviene lo stesso: la fase pioneristica è finita all’inizio di questo decennio, e nel corso degli ultimi anni abbiamo visto nascere e istituzionalizzarsi le infrastrutture guidate dai big della Silicon Valley. Tuttavia, gli utenti non hanno le necessarie tutele, e così imperversano pratiche come il revenge porn o fenomeni odiosi come il cyberbullismo. È tempo, quindi, di passare allo stato successivo dell’evoluzione, mettendo al centro le persone e i loro diritti. Esattamente quello che facciamo con Ealixir: oltre al diritto all’oblio, ci occupiamo di difesa della privacy e lotta al cyberbullismo.

Qual è la sua idea circa il rapporto tra il web e la società di oggi?

“L’arrivo di tecnologie come la rete 5G, o la 6G già in fase di sperimentazione in diverse Università, unito alla comparsa di Intelligenze Artificiali sempre più sviluppate, pone alcune serissime questioni circa la sicurezza degli individui.

Abbiamo visto cosa sta accadendo nel mondo a causa della diffusione di un virus influenzale: il livello di interconnessione tra gli individui è tale che anche qualche linea di febbre può dare origine a un’epidemia dalle conseguenze imprevedibili.

Pensate cosa potrebbe accadere se a diffondersi fosse un altro tipo di virus, questa volta informatico, in un mondo in cui ogni cosa è governata da un computer: improvvisamente, tutte le automobili in autostrada potrebbero non rispondere più ai comandi, interi database essere cancellati o finire nelle mani di malintenzionati. Scenari fantascientifici, insomma,potrebbero diventare realtà nel giro di poche ore, esattamente come accaduto con il coronavirus.

Il web va quindi regolamentato, esattamente come va regolamentata la società, con il solo fine di proteggere gli individui. Purtroppo, da questo punto di vista, siamo molto in ritardo e la strada da fare appare molto lunga.”

Per maggiori informazioni ealixir.com

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