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Matrimoni: wedding tourism mania, moda che vale 315mln euro

12 novembre 2014 | 15.19
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Oggi e domani a Roma prima edizione della Borsa del matrimonio in Italia.

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In Italia è scoppiata la 'wedding tourism' mania. Migliaia, infatti, gli straneri che, ogni anno, scelgono il belpaese per celebrare le nozze. Un settore che conta oltre 1 milione 221mila presenze provenienti da 25 Paesi e un fatturato complessivo di 315 milioni di euro. E proprio per rispondere a questa crescente domanda, oggi e domani, al Salone delle Fontane, a Roma, c'è la prima edizione Borsa del matrimonio in Italia, specializzata appunto nel wedding e wedding tourism.

Se il numero di invitati può essere tendenzialmente inferiore a quello di una coppia italiana, il matrimonio è̀ quasi sempre da sogno e affidato a wedding planner o agenzie specializzate: Cina, Giappone, America, Russia sono quindi ormai partner e clienti stabili per le imprese italiane di questo settore.

Su tutti sono gli inglesi a prediligere l’Italia per l’organizzazione delle nozze, immediatamente seguiti da americani e russi. Non disdegnano giapponesi, irlandesi e arabi, mentre i meno interessati sembrano essere i mediterranei, in particolare francesi e spagnoli. Fondamentale per gli operatori italiani è informarsi in anticipo sui luoghi d’origine e soprattutto sulle religioni e le usanze praticate: maggiore è la distanza del paese d’origine degli sposi e dei loro invitati, più diventa complicata la comunicazione. Importante da ricordare è, per esempio, che per gli estremo-orientali anche i silenzi e i gesti del corpo hanno significato e questo rende quasi inevitabile fare piccole gaffe.

"Il settore della moda-sposa - afferma Ottorino Duratorre, presidente di Romafiere, società organizzativa della Bmii e specializzata in mostre e fiere di rilevanza nazionale come RomaSposa e Anteprima RomaSposa - è un comparto di cui siamo da anni interpreti, che ci ha portato a finalizzare questa iniziativa".

"L’obiettivo è sviluppare l’attività di incoming - fa notare - divenuta oramai fondamentale per sostenere le piccole e medie imprese e introdurle concretamente nel processo di internazionalizzazione, favorendo le opportunità commerciali, attraverso l’offerta del nostro artigianato di eccellenza con location, hotel, catering, wedding planner, flower design, sartorie, fotografi e tutti i servizi in grado di rendere unico e indimenticabile il giorno del sì nel nostro Paese".

La scelta dell’Italia come luogo per celebrare il matrimonio limita ovviamente il numero dei partecipanti: solo in pochi casi si superano i 100 ospiti, mentre una buona quota di matrimoni non raccoglie più di 30 persone, sposi inclusi. Rimane alta comunque la spesa che difficilmente scende sotto i 51mila euro.

Secondo la ricerca Jfc tourism & management, l’Italia rappresenta in primis 'storia e bellezze culturali' (16,3%), ma anche 'fascino e luogo desiderato' (12,9%), senza tralasciare motivazioni legate al fattore 'romanticismo e bellezza' (12%) e al 'cibo' (11%). E' importante anche il motivo del 'racconto' dell’esperienza, che hanno fatto amici o conoscenti che si sono sposati in Italia (10,5%), e il 'paesaggio' (10%).

E per un matrimonio da sogno è la location a farla da padrone, dove in testa alla classifica spuntano castelli, agriturismo, ville, hotel e i relais di lusso. Non mancano le richieste più bizzarre come la scalinata di piazza di Spagna o il Colosseo a Roma, piazza San Marco a Venezia o Palazzo Vecchio a Firenze: sposarsi in quest’ultimo, ad esempio, nel Salone de’ Cinquecento, comporta un budget di 5.000 euro per l’affitto della sala.

“Negli ultimi anni il numero delle coppie di stranieri - ricorda Duratorre - che scelgono l'Italia per coronare il loro sogno d'amore è in costante aumento: la previsione stimata dell’ultimo anno registra una crescita del 10%. Da questo dato nasce la necessità da parte delle aziende italiane del settore wedding di affacciarsi su altri mercati, in particolare quelli stranieri, per promuovere i loro prodotti. La Borsa rappresenta il miglior osservatorio di questo mercato per gli operatori italiani e internazionali".

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