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'Welcome Queen', all'Umberto I di Roma i bimbi accolgono la regina

25 ottobre 2018 | 14.32
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Policlinico Umberto I (Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Disegni, sorrisi, doni, saluti in inglese e anche in arabo. I piccoli ricoverati del Policlinico Umberto I hanno accolto con calore e persino con emozione la visita di una regina, Sua Altezza Reale Sheika Jawaher bint Mohammed Bin Sultan Al Qasimi, moglie del Sultano del Sharjah, fondatrice e sostenitrice dei Friends of Cancer Patients Uae e ambasciatrice internazionale per Childhood Cancer Uicc, che oggi ha visitato alcuni reparti pediatrici dell'ospedale romano, assieme alla delegazione della Fondazione Maruzza. Portando un po' di magia regale e apprezzati doni.

La Regina, prima della visita ai bambini, ha incontrato i medici e i vertici della struttura, guidati dal direttore generale Vincenzo Panella, a cui la sovrana ha regalato uno speciale servizio da caffè con caffettiera d'argento, simbolo dell'accoglienza, ma anche dell'amicizia. Per sottolineare, come ha detto ai presenti, la volontà di avviare una collaborazione utile allo sviluppo della ricerca e di infrastrutture più moderne nel suo giovane Paese. "Oggi mi trovo in mezzo a piccoli eroi e alle loro famiglie", ha detto la Regina che partecipa a Roma al Congresso della Fondazione Maruzza '4th Global Gathering Maruzza Congress sulle Cure pediatriche palliative'. "Auguro che questa mia visita - ha aggiunto - possa assomigliare ad un abbraccio, come lo sono le cure palliative. Un abbraccio di sollievo, di comprensione, di piena attenzione verso ogni loro necessità, in modo che possano condurre una vita dignitosa e pacifica."

Il Policlinico Umberto I e l'università la Sapienza, ha spiegato il Dg Panella nel corso della visita, "hanno sempre avuto molta attenzione alle relazioni internazionali in campo sanitario con altre istituzioni e altri Stati, sia per la ricerca che per l'assistenza. Ci sono collaborazioni con Stati europei e non. Abbiamo appena finito di discutere un accordo di collaborazione con l'Ambasciata di Bulgaria per la trapiantologia. In questo contesto si inserisce anche la vista di oggi, favorita dalla Fondazione Maruzza che ringraziamo e speriamo di poter focalizzare la collaborazione nel mondo della pediatria".

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