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Wind-3Italia: si avvicina 'verdetto' Ue su fusione, atteso per il 30 marzo

01 marzo 2016 | 16.20
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Arriverà il prossimo 30 marzo, secondo quanto apprende l'Adnkronos, il primo riscontro della Commissione europea alla notifica sulla fusione tra Wind e 3Italia inoltrata il 5 febbraio scorso: la decina di giorni lavorativi in piu', rispetto alla 'deadline' circolata che indicava l'arrivo del parere dell'Antitrust europeo per l'11 marzo, non modifica affatto la progressione delle tappe per il merger. Il caso italiano di fusione tra operatori del mobile riguarda la fusione tra il quarto (3Italia) ed il terzo operatore (Wind) e non tra il secondo ed il terzo come ad esempio succede in Gran Bretagna. Pertanto in Italia, se la fusione andrà in porto dando vita ad una nuova società (al cui vertice andrà Maximo Ibarra, attuale ceo di Wind) sarebbero tre operatori sostanzialmente intorno al 30%. Attualmente infatti la quota di mercato di Wind è superiore al 21% e quella di 3 è oltre il 10%.

Quanto al clima che si respira a Bruxelles sul consolidamento del mercato del mobile, sicuramente Margrethe Vestager, a capo dell’Antitrust Ue, ha dimostrato di esaminare con grande attenzione e cura qualsiasi rischio di concentrazione. Tuttavia, rispetto alle recenti vicende di fusioni quella italiana sembra avere i requisiti per la 'promozione' (senza escludere possibili condizioni) presentando una fisionomia molto diversa da altre, come quella danese, di fatto bocciata, o quella britannica. In Danimarca, la fusione tra il secondo e terzo operatore del mercato avrebbe creato una situazione sbilanciata con la nascita di un gigante con il 46 per cento delle quote di mercato. Nel caso italiano invece si giungerebbe ad una situazione di sostanziale equilibrio di quote di mercato con Tim che manterrebbe il primato sul fronte del fatturato.

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